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	<title>zero waste Archivi - ECORISPARMIARE</title>
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	<description>L’ecologia porta fortuna</description>
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	<title>zero waste Archivi - ECORISPARMIARE</title>
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		<title>Slow Cosmétique: cosmesi di buonsenso e armonia con la natura</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/11/22/slow-cosmetique/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michela Vycpalek]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 08:04:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SpignattoLAB]]></category>
		<category><![CDATA[cosmetici]]></category>
		<category><![CDATA[cosmetici zero waste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Michela è la nostra &#8220;mastra&#8221; spignattatrice ufficiale dello #SpignattoLAB. Nel suo primo articolo, ci dice cos&#8217;è la Slow Cosmetique e quali sono i principi generali che la guidano. C&#8217;è anche un test tipo Cioè, ma più utile, non ti resta che leggere! Loredana Esposito &#8211; Founder La Slow Cosmétique nasce in Francia, ma ha radici [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/11/22/slow-cosmetique/">Slow Cosmétique: cosmesi di buonsenso e armonia con la natura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<blockquote class="wp-block-quote"><p>Michela è la nostra &#8220;mastra&#8221; spignattatrice ufficiale dello #SpignattoLAB. Nel suo primo articolo, ci dice cos&#8217;è la Slow Cosmetique e quali sono i principi generali che la guidano. C&#8217;è anche un test tipo Cioè, ma più utile, non ti resta che leggere!</p><cite>Loredana Esposito &#8211; Founder</cite></blockquote>



<h2>La Slow Cosmétique nasce in Francia, ma ha radici italiane</h2>



<p>Nel titolo di questo articolo hai trovato almeno tre parole che mi piacciono molto:<strong> cosmesi, buonsenso e natura</strong>.</p>



<p>C’è una persona, <strong>Julièn Kaibeck</strong> (precisamente un aromaterpeuta specializzato in oli essenziali), che con quelle 4 parole ha fondato in Francia nel 2012 un Movimento: la Slow Cosmétique.</p>



<p>I francesi, si sa, hanno una cultura cosmetica molto attenta al naturale e incline all&#8217;autoproduzione: quando noi in Italia nemmeno sapevamo cosa fosse l&#8217;INCI, dall’altra parte delle Alpi già studiavano i componenti cosmetici più disparati e aprivano shop di materie prime per spignattare. La bella notizia però è che <strong>la Slow Cosmétique nasce proprio prendendo ispirazione dall’italianissimo Slow Food</strong>, con l’obiettivo di riscoprire, così come per il cibo, anche nel campo della cura di se stessi un modo diverso di vivere la bellezza: lentamente e con più armonia, in accordo con la natura e con le nostre vere esigenze. </p>



<p>Nazionalismi a parte, da aderente entusiasta al movimento della Slow Cosmétique vorrei, in maniera del tutto parziale e interessata, diffondere il Verbo in un percorso a puntate al termine del quale anche TU (sì, dico proprio a te, che ancora mi riempi a caso gli armadietti del bagno con prodotti biùti la cui composizione è discutibile per efficacia e rispetto dell&#8217;ambiente, mannaggia a te!)&#8230; dicevo, anche TU <strong>magari non finirai a spignattare follemente al grido di “<em>o ecobio o morte</em>”</strong>, ma almeno potrai imparare&nbsp; ad apprezzare questa nuova idea di ritorno all&#8217;essenziale, anche nel campo della bellezza.</p>



<h2>La Slow Cosmetique cos&#8217;è?</h2>



<p>Ma in sostanza: cosa diamine è la Slow Cosmetique? La Slow Cosmetique, ripetiamo insieme, indica <strong>qualsiasi prodotto o gesto di bellezza che risponde ai seguenti criteri</strong>: </p>



<h4>1. Il ragionamento!</h4>



<p>Hai mai pensato a che cosa contengono i cosmetici che utilizzi? Ogni giorno tra dentifricio, bagno schiuma, shampoo, crema da giorno, detersivo per i piatti, deodorante, mascara, etc etc. <strong>il tuo corpo viene a contatto con una quantità spropositata di ingredienti</strong>. Tutti questi ingredienti sono davvero attivi e portano alla pelle qualcosa di positivo? Ma soprattutto, conosci davvero la tua pelle, e pensi di sapere veramente di che cosa ha bisogno?</p>



<h4>2. Il Buonsenso!</h4>



<p><em>“Perchè io valgo”</em>, certo, senza dubbio. Ma&#8230; </p>



<ul><li>Valgo anche se in una settimana non acquisto 8 fondotinta, 3 ombretti e 6 smalti; </li><li>“<em>85% di rughe in meno dopo 4 giorni</em>”. Ammazza, e chi sei, Aladino? </li><li>“<em>Il 100% delle donne ha decretato l’efficacia di questo siero</em>”. Su un campione di 3 donne intervistate, scritto molto molto piccolo.</li></ul>



<p>Anche io ho trascorso alcune settimana di trauma quando ho scoperto&nbsp; che Babbo Natale non esisteva, ma forse <strong>per sentirsi belli e a proprio agio con sé stessi, non c’è bisogno di creare ogni giorno una nuova esigenza, o di credere nell’impossibile</strong>.</p>



<h4>3. L&#8217;attenzione per la Natura!</h4>



<p>Oltre a conoscere quali ingredienti sono contenuti nelle tue creme, sai anche <strong>quali processi industriali subiscono per essere prodotto e immesse nel mercato</strong>? La Slow Cosmétique si rivolge a prodotti attivi e naturali che hanno subìto il minor numero possibile di trasformazioni, minimizzando l’imballaggio e promuovendo il riciclo;</p>



<h4>4. La semplicità!</h4>



<p>Entrare a contatto diretto con la natura (respirare, toccare, camminare, bagnarsi…) oppure con sé stessi (leggere, scrivere un diario, organizzare in maniera allegra e efficiente le proprie giornate, sorridere…) <strong>può essere meglio di Photoshop o di una seduta dall’estetista</strong>, se ci si crede veramente;</p>



<p>I punti esclamativi ce li ho messi io.</p>



<h2>Test: quanto sei Slow?</h2>



<p>La prima puntata di questo percorso consiste, quindi, in un semplice test anonimo che io e Loredana abbiamo creato per te.</p>



<iframe loading="lazy" src="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfVmJk1WxwxjNq3lqDaZuRD1XijdUqQuql2WEo5gn4ukfP8fw/viewform?embedded=true" width="640" height="1601" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0">Caricamento…</iframe>



<h4>Risultati</h4>



<p><strong>Da 0 a 4 punti</strong>: Non ci siamo! <strong>Per te la Slow Cosmétiques è un mondo oscuro e malvagio</strong>, che non conoscevi fino ad oggi. Hai bisogno di redenzione, subito. Non ti preoccupare, siamo qui per aiutarti ad espiare i tuoi &#8220;peccati&#8221; con i consigli dei prossimi articoli.</p>



<p><strong>Da 3 a 6 punti</strong>: hai sentito parlare di INCI, ti interessano gli ingredienti, ma ancora non sai bene come muoverti nel magico mondo dello spignatto. On-line hai trovato ricette e consigli, ma <strong>hai ancora dei dubbi</strong> sul loro fondamento scientifico o efficacia? Ecorisparmiare è qui per aiutarti a fare chiarezza in questa nebbia di oli, burri e disinformazioni!</p>



<p><strong>7 punti</strong>: la Slow Cosmétique <strong>per te non ha segreti</strong>, ma non si finisce mai di imparare. Continua a seguirci per trovare nuove ricette interessanti da provare. </p>



<h2>Cosa faremo insieme?</h2>



<p>Ti raccomando quindi una partecipe lettura dei prossimi articoli, perché <strong>ti spiegherò la filosofia dietro la Slow Cosmétique</strong>, mostrandoti anche qualche <strong>ricetta che ho spignattato</strong> e testato su di me e sul team di Ecorisparmiare, resosi disponibile in modo più o meno volontario ad essere la cavia dello SpignattoLAB.</p>
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		<title>Obiettivo di Ottobre: #PlasticSì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 19:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agenda della Fortuna]]></category>
		<category><![CDATA[kakebo]]></category>
		<category><![CDATA[kakebo 2019]]></category>
		<category><![CDATA[plastic free]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Buongiorno e no, non sono impazzita. Questo mese dico sì alla plastica. Di questo argomento avrei voluto tanto parlare qualche mese fa, ma poi è stato sollevato un polverone enorme sui social per colpa di un broccolo e della pellicola che lo avvolgeva, così mi sono tenuta lontana dal vespaio. Come dicevo in uno degli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/10/01/obiettivo-di-settembre-plasticsi/">Obiettivo di Ottobre: #PlasticSì</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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<p>Buongiorno e no, non sono impazzita. Questo mese dico sì alla plastica. Di questo argomento avrei voluto tanto parlare qualche mese fa, ma poi è stato sollevato un polverone enorme sui social per colpa di un broccolo e della pellicola che lo avvolgeva, così mi sono tenuta lontana dal vespaio. </p>



<p>Come dicevo in uno degli ultimi post su Instagram, il mio metodo di diffusione dell&#8217;ecologia è quello di <strong>osservare la mia vita, cercare di capirla e trovare alternative davvero sostenibili</strong>. Le polemiche inutili e l&#8217;arroganza non mi piacciono.</p>



<h2>Definizione di plastica</h2>



<p>Il termine &#8220;plastica&#8221; può creare un po&#8217; di confusione nelle nostre testoline di &#8220;non addetti ai lavori&#8221; e sentirci dire in continuazione che negli oceani nel 2050 ci saranno più sacchetti che pesci non ci aiuta a pensare lucidamente.</p>



<p>Molto semplicemente, la plastica in chimica è un <strong>polimero</strong>, cioè una sostanza le cui molecole sono composte da <strong>monomeri</strong>, singole particelle più piccole. Ora, detto così sembra una cosa difficilissima. Per semplificarlo (e mi scusino gli scienziati), possiamo pensare ad un treno: il singolo vagone è un monomero, tutti i vagoni attaccati assieme sono un polimero. Questi &#8220;pezzi&#8221; sono tenuti assieme da cosiddetti <strong>legami chimici</strong> (chimico si può dire di un blog di ecologia, giuro. Nel caso ti fossi pers* l&#8217;articolo sui termini dell&#8217;ecologia, ti lascio il link a fine articolo).</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="952" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/10/01/obiettivo-di-settembre-plasticsi/493107-ph5jy7-442/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?fit=6016%2C4016&amp;ssl=1" data-orig-size="6016,4016" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D750&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1538935880&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;70&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.003125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="493107-PH5JY7-442" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?fit=750%2C501&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="6016" height="4016" src="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?fit=810%2C541&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-952" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?w=6016&amp;ssl=1 6016w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?resize=768%2C513&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?resize=1024%2C684&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/10/493107-PH5JY7-442.jpg?w=2250&amp;ssl=1 2250w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<h2>La plastica è tutta uguale?</h2>



<p>A questo punto ci dobbiamo chiedere: ma questa sostanza così diffusa e additata come pericolosa e cattiva, di cosa è fatta veramente?</p>



<p><strong>La plastica può derivare da diverse sostanze</strong>, la più famosa di tutte è sicuramente il petrolio, ma sempre più diffuse sono le cosiddette &#8220;bioplastiche&#8221; e le plastiche che derivano dal riciclo, dal gas, carbone e legno.</p>



<p>Un accenno al significato di <strong>bioplastica</strong>: è un materiale che si ottiene dalla lavorazione di biomasse, cioè grosse quantità di <strong>materiale organico</strong> (tipo la cacca!), in questi casi soprattutto vegetale. </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Un esempio di queste plastiche sono le confezioni che ha presentato PuroBio al Sana di quest&#8217;anno, che derivano dalla lavorazione dei residui della canna da zucchero. Trovi il mini-video in cui vengono mostrate nella mia IGTV su Instagram.</p><cite>Link a fondo pagina</cite></blockquote>



<p>Ogni plastica può assumere caratteristiche diverse sia in base al materiale di partenza che in base a come viene lavorata e a particolari additivi ad essa aggiunti, quindi dire che la plastica sia inutile e vada abolita per sempre è un pochino esagerato. </p>



<p>Vediamo subito qualche esempio di problematiche legate ai diversi tipi di plastica:</p>



<ul><li>La <strong>bioplastica</strong> è poco adatta a contenere cosmetici che contengano oli essenziali, perché si può &#8220;corrodere&#8221; proprio a causa di questi ultimi.</li><li>Le confezioni di <strong>plastica totalmente riciclata</strong> sono molto fragili, per questo è impossibile creare una plastica 100% riciclata. Di solito a quella riciclata viene aggiunta plastica &#8220;vergine&#8221;.</li><li>La creazione di plastiche a partire da <strong>carbone o legno</strong> è molto costosa in termini economici e di scarti di lavorazione, senza contare che in alcuni casi potrebbe incentivare il disboscamento.</li><li>L&#8217;<strong>estrazione e la lavorazione del petrolio</strong> è da sempre fonte di problematiche ambientali ed economiche non indifferenti.</li></ul>



<h2>Quindi è sbagliato dire Plastic Free?</h2>



<p>Ultimamente dire &#8220;NO alla plastica&#8221; è diventata una moda e come tutte le mode c&#8217;è chi ci marcia sopra e chi si accoda per non sentirsi &#8220;indietro&#8221;, ma spesso questo comporta mancanza di informazioni, soprattutto sui social. </p>



<p>Aderire a questa o a quell&#8217;altra sfida Plastic Free senza capire a fondo cosa si intenda con quel termine, a mio avviso è poco utile, soprattutto se nessuno ci spiega nel dettaglio perché lo stiamo facendo e colma il nostro vuoto di informazioni.</p>



<p>Quindi che vuol dire Plastic Free? Singifica tante cose:</p>



<ul><li><strong>Capire quando la plastica è necessaria o utile</strong>. Se si è così diffusa avrà pure dei vantaggi non indifferenti.</li><li>Innescare il <strong>ragionamento relativo</strong> (caso per caso): una di quelle strutture mentali che ci permette di evolvere.</li><li><strong>Capire che il problema è l&#8217;uomo</strong>, l&#8217;uso che ne fa e soprattutto la dispersione dei rifiuti nell&#8217;ambiente (e questo vale anche per altre sostanze, anche quelle &#8220;naturali&#8221;).</li><li><strong>Osservare quando il monouso può essere evitato</strong>. Spesso la plastica (ma anche la carta) ci rende tanto comoda la vita quanto riempie il nostro cestino di rifiuti che non verranno correttamente smaltiti.</li><li><strong>Capire che il riciclo non è l&#8217;unica soluzione</strong>, ma una delle possibilità che ci aiuta a migliorare.</li><li><strong>Sollecitare le istituzioni</strong> a prendere sul serio questo problema e cercare soluzioni su larga scala, dove i singoli non possono arrivare.</li></ul>



<h2>Cosa faremo questo mese?</h2>



<p>Questo mese la sfida per l&#8217;Agenda della Fortuna è <strong>#plasticsì</strong>, cercheremo insieme la plastica che ci è utile in casa nostra, e tenteremo di capire il materiale e la sua riciclabilità.</p>



<p>Ogni settimana troverai un articolo che parlerà di&#8221; <strong>plastica buona&#8221;</strong>, scritto da me assieme ad un ingegnere dei materiali e a fine mese sotto questo post troverai un riepilogo di tutti gli argomenti trattati.</p>



<p>Seguimi su Instagram per avere tutti gli aggiornamenti e i consigli e mandami una foto della plastica che hai a casa e di come la utilizzi o la differenzi. Ti basterà taggare Ecorisparmiare e usare l&#8217;hashtag #PlasticSì.</p>



<h2>Link utili</h2>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color">Agenda della fortuna</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/05/20/definizione-di-bilogico-e-cosmetica-naturale/">Definizione di chimico e biologico</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.instagram.com/tv/B2LBLawIpET/?utm_source=ig_web_copy_link">Video sulla bioplastica PuroBio</a></div>
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    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/10/01/obiettivo-di-settembre-plasticsi/">Obiettivo di Ottobre: #PlasticSì</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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		<title>Cani zero waste: consigli pratici e prodotti approvati da Mila.</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/08/27/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 05:29:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ciao sono Mila. Probabilmente mi hai già vista su questo profilo e oggi ho deciso di prendere la parola per raccontarti il mio stile di vita di cane zero waste ed ispirare tutti gli amici pelosi a fare scelte più green. Già, perché anche noi cagnolini possiamo ridurre la nostra ecological paw-print (o zampa ecologica) [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/08/27/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti/">Cani zero waste: consigli pratici e prodotti approvati da Mila.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p>Ciao sono Mila. Probabilmente mi hai già vista su questo profilo e oggi ho deciso di prendere la parola per raccontarti il mio <strong>stile di vita di cane zero waste</strong> ed ispirare tutti gli amici pelosi a fare scelte più green. Già, perché anche noi cagnolini possiamo ridurre la nostra <strong>ecological paw-print </strong>(o zampa ecologica) anche se viviamo in città con i nostri umani e abbiamo poco spazio  verde a disposizione. Non credi? Essere cani zero waste non è facile, ma ci sono delle piccole accortezze utili per iniziare.</p>



<p>Condividili con tutti i tuoi amici con l&#8217;hastag <strong>#ZampaEcologica</strong>!</p>



<h2>La pappa</h2>



<p>Come tutti i cagnolini, ho un pancino molto delicato e <strong>il veterinario mi ha sconsigliato  il cibo fatto in casa</strong>, che a me sembrava l&#8217;alternativa migliore per un cane zero waste. Anche se spero sempre di ricevere un assaggino dal piatto dei miei umani, <strong>mangio solo crocchette di qualità</strong>. Le  preferisco in <strong>confezione da 12 kg</strong>: un solo pacco dura circa un mese e  mezzo e la confezione è totalmente riciclabile nella plastica.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="893" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/08/27/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti/img_6405/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6405.jpg?fit=3888%2C3888&amp;ssl=1" data-orig-size="3888,3888" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot SX540 HS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1562578109&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;320&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Cani zero waste" data-image-description="&lt;p&gt;Cani zero waste&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;&#8220;Sapore di selvaggio&#8221;&lt;/p&gt;
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<p>Inoltre, il veterinario mi ha detto che per noi cagnolini è molto difficile essere vegani e restare in salute, quindi le mie crocchette contengono carne. Però è possibile ridurne l&#8217;uso, alternando alle crocchette a base di carne le <strong>crocchette vegetariane o vegane</strong> che si trovano facilmente su Zooplus (che è tipo l&#8217;Amazon degli animali domestici).</p>



<p>Mi raccomando, se decidi di intraprendere questo percorso, <strong>fatti sempre visitare prima dal veterinario</strong> e consigliare da lui. Sì, lo so che il veterinario non piace a nessuno, però è importante farsi monitorare per restare in salute. Non ci si improvvisa cani vegani.</p>



<h2>Meritati premietti, per cani zero waste</h2>



<p>Adoro imparare nuovi giochi, soprattutto perché ogni volta che sono brava ricevo un premietto e, si sa, io sono bravissima e me li  merito tutti. La mia umana ha trovato diversi <strong>premietti puzzosissimi </strong>(i miei preferiti!) che purtroppo vengono venduti in confezioni spesso non riciclabili. </p>



<p>Per variare ed usarne meno, ricorre a <strong>biscottini  venduti in cartone o sfusi</strong>, che noi troviamo da MaxiZoo, a mio avviso il miglior negozio per animali zero waste. Ogni  tanto prova anche qualche <strong>ricetta di biscotti per cani da fare in casa</strong>, ma finora non mi  sono piaciuti molto. Se troverà la ricetta giusta, le dirò di condividerla con te.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/video_2019-08-09_13-32-09.mp4"></video></figure>



<p>Una ulteriore alternativa ecologica sono <strong>pezzetti di frutta e verdura</strong>. Mi raccomando, controlla sempre che non siano tossici prima di mangiarli. Per noi cani, infatti, non tutti i tipi di frutta e verdura sono indicati. In estate io li adoro <strong>anche surgelati</strong>, per quel tocco di freschezza in più! I miei preferiti sono: mela, anguria, banana, carota, zucchine e cetrioli. Ricorda però che vanno mangiati con moderazione, per evitare mal di pancia!</p>



<h2>Giochi ecologici per cani</h2>



<p>Anche se la mia attività preferita è stare sdraiata sul balcone a guardare i passanti, non disdegno qualche  momento di divertimento con i miei amici animali e umani. I miei giochi  preferiti sono i<strong> legnetti</strong>, <strong>le corde</strong> di juta o canapa e qualunque oggetto che faccia dire ai miei umani &#8220;lascia&#8221;. Vedessi come si arrabbiano quando raccolgo oggetti da terra e glieli nascondo. Sono troppo forte a questo gioco e loro non sanno perdere.</p>



<p>Comunque<strong> non mi interessa molto se un gioco sia nuovo o vecchio</strong>, l&#8217;importante è che stimoli la mia curiosità. Da cucciola ho ricevuto anche <strong>giochi usati</strong> da altri pelosetti, ormai adulti. Tra i miei preferiti per giocare in casa ci sono i masticabili della marca <strong>Kong in gomma naturale</strong>. Sono i migliori giochi ecologici per cani, <strong>molto versatili e resistenti</strong>, ci si può giocare in tanti modi e hanno resistito ai miei tentativi di distruzione per più di un anno e sono ancora intatti. Inoltre, a differenza dei legnetti, <strong>non sporcano casa</strong> (o quasi). Secondo me sono il top dello zero waste per cani.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="889" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/08/27/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti/img_6436/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?fit=2896%2C2896&amp;ssl=1" data-orig-size="2896,2896" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot SX540 HS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1562579345&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;500&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_6436" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?fit=750%2C750&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="2896" height="2896" src="https://i2.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?fit=810%2C810&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-889" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?w=2896&amp;ssl=1 2896w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6436.jpg?w=2250&amp;ssl=1 2250w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<h2>Sacchetti per la popò biodegradabili</h2>



<p><strong>Il popò-shaming deve finire</strong>! Per noi cagnolini fare la popò è una necessità, non un lusso. Sono stanca di vedere umani arricciare il naso e lasciare la nostra popò in giro per le strade o nei parchi perché &#8220;concima&#8221;. A prescindere dalla veridicità di questa affermazione, noi cani zero waste amiamo camminare su strade e prati puliti, senza <strong>rischiare di prendere malattie come la giardia </strong>(che colpisce soprattutto i più piccini) perché qualche umano incivile ha deciso che il free-pooping è una scelta di libertà. La popò libera fatela nel giardino di casa vostra, dove devono passare tanti cani di età e necessità diverse, deve passare prima il rispetto.</p>



<p>Per fortuna la mia umana la raccoglie sempre e ha trovato dei <strong>sacchettini biodegradabili</strong> che sono una meraviglia. Sono fatti in <strong>amido di mais</strong> e il cilindro interno è in cartone, si può buttare nella raccolta differenziata della carta. Una confezione ne contiene 360 e durano circa sei mesi. A differenza dei sacchettini classici in plastica, con rotolo interno in plastica, rispettano molto di più l&#8217;ambiente.</p>



<p>Per sicurezza, la mia umana porta sempre in borsetta un<strong> sacchetto della spesa biodegradabile</strong>, nel caso dovesse succedere di rimanere improvvisamente senza sacchettino igienico.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="890" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/08/27/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti/img_6420/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?fit=3888%2C3888&amp;ssl=1" data-orig-size="3888,3888" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot SX540 HS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1562578716&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_6420" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?fit=750%2C750&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="3888" height="3888" src="https://i1.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?fit=810%2C810&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-890" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?w=3888&amp;ssl=1 3888w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6420.jpg?w=2250&amp;ssl=1 2250w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<h2>Cucce, trasportini e altri accessori</h2>



<p><strong>La moda per cani</strong> è la mia passione, ma se devo scegliere preferisco la qualità alla quantità. <strong>Purtroppo la fast-fashion colpisce anche noi</strong>, proponendo ai nostri padroni cucce, trasportini, guinzagli, collari, medagliette ed altri accessori a basso costo e scarsa qualità, prodotti chissà dove con materiali sconosciuti.</p>



<p>In questo caso, io mi fido dei negozi per animali specializzati e, dove posso, preferisco l&#8217;usato o il riciclo. Anzi, <strong>io stessa ho messo in vendita sulla #EcoBacheca di giugno il mio trasportino</strong> di quando ero cucciola perché ormai non mi ci entrava neanche una zampa. Grazie alla ecoBacheca, ora è il mezzo di trasporto di due simpatiche tartarughine!</p>



<p>Per quanto riguarda la mia cuccia, prima avevo il <strong>vecchio cuscino riciclato da un pouf</strong>, ma crescendo ho scoperto un altro livello di comodità. W il divano!</p>



<ul data-carousel-extra='{"blog_id":1,"permalink":"https:\/\/www.ecorisparmiare.it\/2019\/08\/27\/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti\/"}'  class="is-layout-flex wp-block-gallery-1 wp-block-gallery columns-2 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="891" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/08/27/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti/img_20181101_072537741/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20181101_072537741.jpg?fit=461%2C461&amp;ssl=1" data-orig-size="461,461" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="IMG_20181101_072537741" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20181101_072537741.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20181101_072537741.jpg?fit=461%2C461&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="461" height="461" src="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20181101_072537741.jpg?resize=461%2C461&#038;ssl=1" alt="" data-id="891" class="wp-image-891" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20181101_072537741.jpg?w=461&amp;ssl=1 461w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20181101_072537741.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20181101_072537741.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" data-recalc-dims="1" /><figcaption>Prima</figcaption></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="892" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/08/27/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti/img_20190612_191958_burst1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20190612_191958_BURST1.jpg?fit=474%2C632&amp;ssl=1" data-orig-size="474,632" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="IMG_20190612_191958_BURST1" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20190612_191958_BURST1.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20190612_191958_BURST1.jpg?fit=474%2C632&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="474" height="632" src="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20190612_191958_BURST1.jpg?resize=474%2C632&#038;ssl=1" alt="" data-id="892" data-link="https://www.ecorisparmiare.it/?attachment_id=892" class="wp-image-892" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20190612_191958_BURST1.jpg?w=474&amp;ssl=1 474w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/08/IMG_20190612_191958_BURST1.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" data-recalc-dims="1" /><figcaption>Dopo</figcaption></figure></li></ul>



<h2>Beauty per cani zero waste</h2>



<p>Alla mia igiene personale ci tengo tantissimo. Per questo motivo <strong>ho iniziato già da piccolissima ad interessarmi al beauty</strong>. Noi cagnolini abbiamo bisogni di pochi &#8220;essentials&#8221; per la cura personale.</p>



<h4>Shampoo solido</h4>



<p>Di shampoo solidi per cani se ne trovano diversi in commercio, ma fai attenzione che siano <strong>specifici per cani</strong> e soprattutto <strong>adeguati alla tua tipologia di pelo</strong>. Se non fai il bagnetto in casa e preferisci un lavaggio professionale, puoi chiedere al toelettatore di usare il tuo.<br>Janis, la mia amica pugliese che collabora con Ecorisparmiare, ha provato quella di Zero Waste Path Shop e presto ne farà una recensione qui sul blog. Continua a seguire Ecorisparmiare.it per non perdertela!</p>



<h4>Spazzole, cardatori e altri aggeggi di tortura</h4>



<p>Non ti piacerà sentirtelo dire, ma farsi spazzolare è necessario per mantenere il pelo pulito, lucido e morbido. Ogni cane zero waste dovrebbe avere la spazzola adeguata al proprio pelo, <strong>l&#8217;importante è che sia resistente alle spazzolate frequenti</strong>. Da cucciola ne avevo una in legno, ma non era adatta al mio pelo, era poco resistente e quindi l&#8217;ho sbranata.</p>



<p>Ora ho un cardatore classico con il <strong>corpo in plastica e le setole in metallo</strong>, ma poiché è un oggetto che uso con frequenza e non è usa e getta, in questo caso tollero anche il suo corpo non proprio &#8220;naturale&#8221;.</p>



<h4>Spazzolino, dentifricio e latri rimedi</h4>



<p>Molti cani danno per scontata la propria igiene orale, ma poiché la bocca è il nostro strumento per esplorare il mondo, c&#8217;è bisogno di tenerla pulita per <strong>evitare gengiviti e caduta dei denti</strong>. La mia umana mi aveva regalato uno <strong>spazzolino in bambù</strong>, ma io lo confondevo coi legnetti del parco e lo masticavo, quindi ora utilizza un apposito <strong>ditale di microfibra riutilizzabile</strong>. Esistono anche quelli usa e getta, ma te li sconsiglio perché vanno contro lo scopo di ridurre i rifiuti e risparmiare.</p>



<p><strong>Il dentifricio</strong>, in questo caso, <strong>deve essere per forza specifico</strong> perché quello per umani per noi è tossico come lo sono diverse sostanze innocue per i nostri amici ma poco adatte a noi. Io ne ho uno al sapore di carne che adoro, ma purtroppo viene venduto solo in plastica.</p>



<p>Spazzolino e dentifricio andrebbero usati quotidianamente anche da noi, ma quando il tuo umano si dà alla pigrizia, puoi chiedergli uno <strong>stick dentale</strong>. Io li acquisto nella <strong>confezione più grande che trovo</strong>, per ridurre il mio impatto ambientale ed alternarli al dentifricio (così un tubetto dura di più). Inoltre, gli stick sono spesso totalmente vegetali, quindi la mia paw-print si riduce ulteriormente.</p>



<h2>Ciclo mestruale ecologico per cani</h2>



<p>Come sai, io sono una femminuccia, quindi una volta sono andata in calore e questo ha comportato un <strong>ciclo mestruale molto lungo</strong>, in cui le perdite durano circa due settimane. </p>



<p>Questo può essere un momento di grandi sprechi, soprattutto se vivete con umani poco esperti. <strong>Io sconsiglio pannolini e assorbenti per cani</strong>: costano tantissimo, sono fastidiosi e poco resistenti (quelli omaggio del veterinario li ho sbranati facilmente).<strong> </strong>Inoltre, <strong>inquinano esattamente quanto quelli per umani</strong>.</p>



<p>Io ho utilizzato una fantastica <strong>mutandina riutilizzabile con gli inserti intercambiabili</strong>. Era comoda, resistente e non mi dava fastidio. L&#8217;inserto va cambiato circa una volta al giorno e può facilmente essere lavato a mano o in lavatrice. Consiglio di tenerla sempre in casa anche alle cagnoline sterilizzate, potrebbe comunque tornare utile in futuro! Fammi sapere se ti interessa una recensione più completa.</p>



<h2>Attività #WalletFree per cani zero waste</h2>



<p>Vorrei partecipare anche io alla <strong>#WalletFree challange</strong> dell&#8217;Agenda della Fortuna di Agosto, ricordando a voi e ai vostri umani che noi cani zero waste possiamo fare un sacco di attività divertenti e gratuite!</p>



<ul><li><strong>Aperitivo dei cani</strong> <strong>zero waste</strong>: io mi trovo spesso in area cani con altri pelosetti verso sera. Per noi socializzare è molto importante! Dopo una bella corsetta per tenerci in forma, sgranocchiamo legnetti e beviamo tutti dalla ciotola dell&#8217;amicizia.<br></li><li><strong>Home spa</strong>: insomma, non c&#8217;è niente di più rilassante ed economico delle coccole a casa. Vi consiglio di provare il trattamento grattini dietro le orecchie o sulla pancia, sono il top!<br></li><li><strong>Tiro al guinzaglio</strong>: è un gioco molto divertente in cui io corro fortissimo appena esco di casa e la mia umana deve cercare di fermarmi per non farmi finire sotto una macchina o travolgere i passanti. Sì, è uno sport estremo, ma io amo l&#8217;adrenalina.<br></li><li><strong>Passeggiate in centro</strong>: ho bisogno di <em>movida</em> e per tenere viva la mia vita sociale, esco almeno due volte al giorno a fare una passeggiata in centro quartiere. Ogni tanto incontro anche qualche cane sexy&#8230; (si può scrivere su un blog?!)<br></li><li><strong>Human-watching</strong>: soprattutto in estate, adoro appostarmi sul balcone e osservare la particolare fauna dei passanti. Gli umani hanno comportamenti molto particolari, che mi tengono impegnata per ore.<br></li><li><strong>AllenaMente</strong>: io da piccola ho portato a scuola la mia umana, aveva una maestra privata molto brava che le ha insegnato le basi della &#8220;premiettologia&#8221;, la scienza di come darmi premietti a comando. Ogni tanto devo fargliela ripassare, sennò se la dimentica.</li></ul>



<p>Cosa hanno in comune tutte queste attività? Che sono <strong>super divertenti ma rispettano anche l&#8217;ambiente a costo zero</strong>, perché noi cani zero waste viviamo proprio ad un palmo da terra, quindi per noi l&#8217;inquinamento è un affare serio.</p>



<h2>#ZampaEcologica</h2>



<p>Spero che il mio articolo ti sia piaciuto, se tu e il tuo umano avete domande o consigli da darmi, resto a disposizione. Ricorda di usare l&#8217;hashtag <strong>#ZampaEcologica</strong> per condividere i consigli e farmi sapere se ne vorresti leggere altri in futuro!</p>



<h2>Link utili</h2>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.ecorisparmiare.it/blog/wp-admin/post.php?post=873&amp;action=edit">Sfida #WalletFree</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://zerowastepathshop.com/">Zero waste path shop</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.ecorisparmiare.it/2018/12/27/agenda-della-fortuna-2019-metodo-kakebo/">Agenda della Fortuna</a></div>
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    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/08/27/zero-waste-per-cani-ecologici-consigli-pratici-e-prodotti/">Cani zero waste: consigli pratici e prodotti approvati da Mila.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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		<title>Disco mestruale: il fratello &#8220;hot&#8221; della coppetta mestruale.</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/05/29/disco-mestruale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 05:55:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Femminilità green]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai lo sai, cercare alternative ecologiche per le mestruazioni è diventato il mio hobby preferito. Sarà che la coppetta mestruale ha migliorato il rapporto tra me e la mia Gina, sarà che mi piace pensare che questo blog possa davvero fare la differenza della vita di qualcuno&#8230; ho deciso di lanciarmi oltre i miei limiti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/05/29/disco-mestruale/">Disco mestruale: il fratello &#8220;hot&#8221; della coppetta mestruale.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p>Ormai lo sai, cercare alternative ecologiche per le mestruazioni è diventato il mio hobby preferito. Sarà che <strong>la coppetta mestruale ha migliorato il rapporto tra me e la mia Gina</strong>, sarà che mi piace pensare che questo blog possa davvero fare la differenza della vita di qualcuno&#8230; ho deciso di lanciarmi oltre i miei limiti con il disco mestruale.</p>



<h2>Cos&#8217;è il disco mestruale?</h2>



<p>Il disco mestruale è una specie di coppetta mestruale dalla forma più larga e &#8220;schiacciata&#8221;. Anche lui <strong>può essere utilizzato al posto degli assorbenti classici per raccogliere il flusso mestruale</strong>. È formato da un anello di silicone medicale al disotto del quale è pisizionata una sacca (dello stesso materiale) morbida e flessibile. Come vedremo nel video, si posiziona diversamente rispetto alla coppetta e non crea il &#8220;sottovuoto&#8221;. Anche lui è meglio sceglierlo in <strong>silicone medicale anallergico</strong> e la sua forma particolare ha diversi vantaggi, tra cui quello di <strong>poterlo indossare per avere rapporti sessuali anche durante il ciclo</strong>.</p>



<p><strong>I dischi mestruali per il ciclo sono sempre esistiti</strong>, seppur poco diffusi in Italia, ma erano monouso e creati ed incartati uno ad uno nella plastica. Per fortuna ora è possibile acquistare il disco mestruale riutilizzabile.</p>



<h2>Si può fare sesso durante il ciclo?</h2>



<p>Assolutamente sì. Eddai, non fare la faccia schifata. <br>Facciamo un esempio. <strong>Anna e Marco</strong> sono fidanzati, <strong>vivono lontani e si vedono molto poco</strong>. Anna ha prenotato un weekend romantico con Marco per il suo copleanno, immaginandosi già capriole circensi e idromassaggi hot, per poi scoprire il giorno prima della partenza che il ciclo è in agguato, pronto a rovinarle il weekend. Al posto di Anna tu non saresti un po&#8217; giù?</p>



<p>Oppure prendi <strong>Rosa</strong>, che ha semplicemente capito che la Gina è una sua alleata nella vita, non una cosa schifosa o una maledizione. Ha deciso che <strong>vuole essere libera di fare sesso come e quando vuole</strong>. Anche durante il ciclo perché sì, si può ed è bello lo stesso. </p>



<p>C&#8217;è a chi piace farlo sempre e chi si impressiona alla vista di un liquido rosso qualunque, fosse anche solo passata di pomodoro. In quest&#8217;ultimo caso ci viene in aiuto il disco mestruale, che dopo essere inserito contiene il sangue mestruale poco sotto la cervice e lascia libero il canale vaginale.</p>



<h2>Attenzione: il disco mestruale non è un contraccettivo.<br></h2>



<p>Diciamolo subito e sfatiamo ogni dubbio: <strong>l&#8217;utilizzo di questo strumento non sostituisce in alcun modo i contraccettivi</strong>, quindi non protegge da gravidanze indesiderate o malattie sessualmente trasmissibili. Però permette di divertirsi anche &#8220;in quei giorni là&#8221;.</p>



<p> Il disco mestruale <strong>si posiziona sotto la cervice</strong>, lontano dal canale vaginale e lo lascia libero. Per questo non dovrebbe essere percepito da te o dal tuo partner durante il rapporto sessuale. Ti consiglio di svuotare e lavare il disco prima di intraprendere il rapporto. <br></p>



<h2>Come scegliere il disco mestruale?</h2>



<p>Come per la coppetta, per scegliere la taglia del disco mestruale bisogna <strong>misurare l&#8217;altezza della cervice</strong>.<br>Per ottenere la misurazione più accurata, sarebbe meglio farlo durante le mestruazioni in quanto la cervice (solitamente) si abbassa. Lava bene le mani e in piedi con una gamba sollevata (appoggiata al bidet, al wc o alla vasca) inserisci il dito indice nella vagina e cerca di sentire la cervice. Al tatto sembra una specie di bottoncino.</p>



<p>Il dito è diviso in tre falangi, partendo dalla punta del dito si chiamano prima, seconda e tenza falange. <strong>In base al numero di falangi che riesci a inserire, dovrai scegliere il disco</strong>:</p>



<ul><li>Prima falange: cervice bassa: taglia S</li><li> Seconda falange: cervice media; taglia M</li><li> Terza falange: cervice alta: taglia L</li></ul>



<h2>Quante volte al giorno va cambiato il disco?</h2>



<p>Il disco mestruale ha la parte contenitiva molto più morbida rispetto alla coppetta, quindi <strong>una volta inserito non si aprirà completamente</strong> ed è questo il motivo per cui può essere utilizzato durante i rapporti sessuali. Questa sua caratteristica, però, <strong>potrebbe rendere necessario qualche cambio in più rispetto alla coppetta, dipende dal tuo ciclo</strong>. Io durante la mia prova l&#8217;ho tenuto sette ore e l&#8217;ho cambiato solo per curiosità, ma non avevo perdite. In generale occorre sempre <strong>non superare le 12 ore</strong> senza cambio.</p>



<p>Come la coppetta, anche il disco <strong>va sterilizzato all&#8217;inizio e alla fine delle mestruazioni</strong> in acqua bollente per qualche minuto (da 2 a 5 minuti). Dopo averlo inserito la prima volta, per i successivi cambi basta sciascquarlo sotto l&#8217;acqua tiepida.</p>



<h2>Per chi è indicato il disco mestruale?</h2>



<p>Il disco mestruale è indicato per tutte le donne e in particolare per coloro che hanno una <strong>cervice bassa</strong> e magari le coppette che hanno provato erano tutte troppo lunghe per posizionarsi in maniera comoda. Può essere utilizzato anche da chi ha timore dell&#8217;effetto &#8220;sottovuoto&#8221; della coppetta. Ci tengo ad aggiungere che &#8220;l&#8217;effetto sttovuoto&#8221; è lieve e non ha nessuna controindicazione, ma chi sono io per giudicare una fobia?</p>



<p>In caso di situazioni particolari come utero retroverso, altre <strong>conformazioni non-standard dell&#8217;apparato genitale</strong> o <strong>presenza di contraccettivi intrauterini</strong> (spirali, anelli ecc.), si consiglia di parlare con il ginecologo prima di utilizzarlo.</p>



<p>Se di recente ti sei sottoposta a <strong>interventi di chirurgia ginecologica</strong> (come LEEP, laser, conizzazione del collo dell’utero) e non puoi utilizzare i tamponi, devi evitare anche l’uso del disco mestruale per il tempo stabilito dal medico. </p>



<h2>Disco mestruale e sindrome da shock tossico</h2>



<p>Come tutti i dispositivi da inserire all&#8217;interno della vagina, <strong>anche il disco mestruale contiene l&#8217;avvertenza sulla possibilità di incappare nella sindrome da shock tossico</strong>. Ho chiesto a Gloria di ribadire ancora una volta il concetto della sindrome da shock tossico:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>I casi di sindrome da shock tossico con coppetta mestruale riportati sono stati pochissimi. Ad oggi è presente un solo studio (in inglese) sulla possibilità di contrarre sindrome da shock tossico con l&#8217;uso della coppetta ed in questo è stato riportato solo un caso. La coppetta è stata meno studiata rispetto ai tamponi per cui ci sono meno studi a ruguardo, ma ad oggi la possibilità di contrarre questa sindrome è abbastanza simile se si scelgono la coppetta o i tamponi.<br>Questo perché <strong>la Sindrome da shock tossico non dipende direttamente dallo strumento utilizzato, ma deriva da un batterio che di solito è già presente sulla nostra pelle</strong> e che in condizioni di stress o di riduzione delle difese immunitarie può proliferare. Per cui il consiglio principale se si decide di usare la coppetta o il disco è quello di <strong>attenersi alle basilari regole di igiene:  disinfettare il dispositivo tramite bollitura prima e dopo il ciclo, lavarsi bene le mani prma di cambiarsi, di sciacquarla bene con acqua la coppetta o il disco ad ogni cambio</strong>.</p><p>Tuttavia, se la possibilità di contrarre questa sindrome ti impedisce di vivere i giorni delle mestruazioni in maniera serena, ti consiglio di optare per le alternative riutilizzabili esterne.</p><cite>Dott. Gloria Pettrone</cite></blockquote>



<h2>Disco mestruale: prezzi, durata e tipologie</h2>



<p>Il disco mestruale è un oggetto ancora abbastanza nuovo e poco diffuso, quindi il suo prezzo è alto: si aggira <strong>attorno ai 40 euro</strong>. Sono più che altro importati dall&#8217;America, dove anche i dischi usa e getta sono più diffusi.<br><strong>Dura circa 5 anni</strong> se usato ad ogni ciclo, bisogna cambiarlo se noti tagli, fori o se si forma una patina oleosa o appiccicosa in superficie.</p>



<p>Esistono in commercio diversi tipi di disco mestruale in silicone: quello <strong>con gambo o senza gambo</strong>, quello in silicone <strong>&#8220;soft touch&#8221; o in silicone lucido</strong>. La scelta in questo caso è personale. Il mio mi è stato gentilmente inviato dal sito coppetta-mestruale.it perché volevano una mia recensione onesta sul prodotto.</p>



<p>L&#8217;ho testato per te e <strong>in questo video ti mostro come si inserisce il disco mestruale</strong> e cosa ne penso. </p>



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</div></figure>



<h2>Link utili</h2>



<p>Spero che questo articolo ti sia stato utile, ti lascio qui sotto i link ad altri post e siti che potrebbero tornarti utili.</p>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/05/08/alternative-ecologiche-agli-assorbenti-usa-e-getta/">Tutte le alternative agli assorbenti usa e getta</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/04/11/coppetta-mestruale/">Tutte le informazioni sulla coppetta mestruale</a></div>
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    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/05/29/disco-mestruale/">Disco mestruale: il fratello &#8220;hot&#8221; della coppetta mestruale.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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		<title>Definizione di biologico e cosmetica naturale.</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/05/20/definizione-di-bilogico-e-cosmetica-naturale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 21:11:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché devi conoscere la definizione di biologico? Immagina di essere in un negozio: ti avvicini allo scaffale dei prodotti alimentari e leggi parole come &#8220;biologico&#8221; e &#8220;naturale&#8221;. Oppure stai leggendo la recensione di un prodotto su un beauty blog e la persona che scrive lo elogia per la mancanza di &#8220;elementi chimici&#8221; al suo interno. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p>Perché devi conoscere la definizione di biologico? Immagina di essere in un negozio: ti avvicini allo scaffale dei prodotti alimentari e leggi parole come &#8220;biologico&#8221; e &#8220;naturale&#8221;. Oppure stai leggendo la recensione di un prodotto su un beauty blog e la persona che scrive lo elogia per la mancanza di &#8220;elementi chimici&#8221; al suo interno. Hai la sicurezza di aver capito ciò che ti viene proposto? Io no, per questo oggi imparo insieme a te queste definizioni con il dizionario sotto mano.</p>



<h3>Partiamo dalla chimica</h3>



<p>Quando ti dicono che un prodotto non contiene elementi chimici che è &#8220;<strong>chemical free</strong>&#8221; ti stanno dicendo una bugia. Basta cercare la definizione di chimica sul dizionario.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p> &#8220;Scienza che studia la struttura, la composizione, le proprietà, la trasformabilità delle sostanze organiche e inorganiche, naturali e artificiali.&#8221; </p></blockquote>



<p>Per capire bene questa definizione, traduciamo anche:</p>



<ul><li><strong>Sostanze organiche</strong>: sostanze che derivano dal carbonio, quindi tutte le sostanze che riguardano il mondo animale e vegetale. Infatti non è un caso che noi siamo formati da <em>organi</em>. Le nostre cellule e quelle di animali e piante sono composte da carbonio. <strong>Attenzione: carbonio, non carbone!</strong> Quello lo porta la Befana ai bambini monelli. Però, se fosse così, spiegherebbe la quantità di persone cattive che popola il pianeta&#8230; ma torniamo a noi.</li><li><strong>Sostanze inorganiche</strong>: sono le sostanze che non contengano atomi di carbonio, quindi tutto ciò che non ha &#8220;organi&#8221;. Sono composti minerali tra cui l&#8217;acqua, il sale da cucina, le pietre preziose ecc.</li></ul>



<h2>Quindi perché esistono prodotti biologici e naturali?</h2>



<p>Noi siamo chimica. Quando ti dicono che un prodotto non contiene elementi chimici, o stanno cercando di venderti una scatola vuota o non sanno di cosa parlano. Cosa mi stai dicendo? &#8220;Anche la scatola e l&#8217;aria in essa contenuta sono chimiche&#8221;? Bene, vedo che hai afferrato il concetto.</p>



<p>Ciò che in realtà si cerca di evitare nei prodotti &#8220;naturali&#8221; (dopo capirai perché è tra virgolette) sono gli <strong>elementi pretrolchimici</strong>, cioè tutti quegli elementi che derivano da una lavorazione del petrolio grezzo. Per esempio la paraffina o la vaselina. Se cerchiamo di ridurre il nostro impatto ambientale, dobbiamo tenere conto dell&#8217;inquinamento causato dall&#8217;estrazione e dalla lavorazione del petrolio (con cui si fanno anche la benzina e la plastica).</p>



<p><strong>Nessuno degli elementi sopra citati fa &#8220;naturalmente&#8221; male all&#8217;ambiente o alla salute</strong>, il problema è sempre lo stesso: l&#8217;utilizzo che ne facciamo. Ogni sostanza chimica ha <strong>proprietà specifiche, modalità e quantità di utilizzo corrette</strong>. Puoi certamente decidere di usare il sale come dolcificante, ma se non raggiungi il tuo scopo non ti lamentare. Allo stesso modo puoi decidere di nutrirti di grandi quantità di aria per non fare male ad altri esseri viventi, ci si rivede in paradiso&#8230; O forse no, io credo di essere attesa più in basso!</p>



<h2>Quindi qual è la definizione di biologico?</h2>



<p>Biologico è una parola che per molto tempo è stata utilizzata tantissimo tra i prodotti &#8220;verdi&#8221; ma che ora si legge un po&#8217; meno. Ci hai mai fatto caso?</p>



<p>La definizione di biologico sul dizionario è &#8220;relativo alla biologia&#8221;, vedi &#8220;biologia&#8221;.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>E infatti &#8220;<strong>biologia</strong>&#8221; deriva dal greco <em>bio</em> (vita) e <em>logos</em> (discorso).  <br>La biologia<strong> studia la vita degli esseri viventi</strong> sotto molti aspetti, anche quello chimico, in questo caso si parla di <strong>bio-chimica</strong>. </p></blockquote>



<p>È importante saperlo perché <strong>la definizione di biologico come termine commerciale è stata normata a partire dal 2007</strong>, con continue modifiche (le ultime proprio nel 2019). Queste regole sono pensate per il settore alimentare, infatti (secondo il regolamento CE 834/2007) valgono per:</p>



<ul><li> Prodotti <strong>agricoli</strong> vivi o non trasformati.</li><li>Prodotti <strong>agricoli</strong> trasformati destinati ad essere utilizzati come alimenti.</li><li><strong>Mangimi</strong>.</li><li>Materiale di <strong>propagazione vegetativa</strong> e <strong>sementi</strong> per la coltivazione.</li></ul>



<p>Le norme sulla produzione biologica e si applicano al processo di produzione all&#8217;etichettatura e distribuzione e anche alla pubblicità. <strong>Le aziende non possono più dichiarare come biologico un prodotto che non rispetti i requisiti normativi del regolamento CE</strong>. Il prodotto biologico alimentare va dichiarato, subisce rigorosi controlli periodici e sull&#8217;etichetta riporta il simbolo che vedi qui sotto.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.artimondo.it/magazine/wp-content/uploads/2017/07/Etichetta-cibo-biologico.jpg?w=750&#038;ssl=1" alt="Risultati immagini per etichetta biologico alimentare" data-recalc-dims="1"/></figure>



<p>È per questo, ad esempio, che leggendo l&#8217;etichetta sui prodotti &#8220;trasformati&#8221; (quelli confezionati per intenderci) sono indicati con un asterisco gli ingredienti da agricoltura biologica. <strong>Non vale l&#8217;indicazione generica &#8220;contiene ingredienti da agricoltura biologica&#8221;</strong> ma va indicata la percentuale e ogni prodotto ha la sua indicazione specifica su quali e quanti siano gli ingredienti da agricoltura biologica al suo interno.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="657" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/esempio-etichetta/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?fit=2315%2C356&amp;ssl=1" data-orig-size="2315,356" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Esempio-etichetta" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?fit=300%2C46&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?fit=750%2C115&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="2315" height="356" src="https://i2.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?fit=810%2C124&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-657" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?w=2315&amp;ssl=1 2315w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?resize=300%2C46&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?resize=768%2C118&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?resize=1024%2C157&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/05/Esempio-etichetta.jpg?w=2250&amp;ssl=1 2250w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Esempio di biscotti bio: con l&#8217;asterisco sono indicati gli ingredienti di origine biologica</figcaption></figure>



<h2>Ed è qui che arriva il &#8220;naturale&#8221;.</h2>



<p>La parola &#8220;<strong>naturale</strong>&#8221; è un generico riferimento a qualcosa che riguarda la natura. Non ha nessun legame con la definizione di biologico a livello giuridico. Come abbiamo detto prima: anche il petrolio è naturale perché esiste in natura, ma non vuol dire che estrarlo faccia bene all&#8217;ambiente. <strong>Questo termine cambia significato a seconda del contesto in cui è inserito</strong>. Attualmente può essere utilizzato senza problemi assieme a &#8220;verde&#8221;, &#8220;green&#8221;, &#8220;che deriva dalla natura&#8221;, &#8220;naturalmente&#8221; ecc.</p>



<p>Il termine si spreca soprattutto nei prodotti cosmetici, perché? Perché <strong>la definizione di biologico a livello legale si riferisce solo all&#8217;agricoltura</strong>, quindi al massimo i cosmetici possono contenere ingredienti di origine biologica, ma per stare tranquilli, sull&#8217;etichetta scriveranno &#8220;<strong>naturale</strong>&#8220;, dove per naturale si intende &#8220;privo di elementi petrol-chimici&#8221;. Comunque teniamo sempre presente che per quanto siano di origine naturali <strong>gli ingredienti utilizzati per un cosmetico, i prodotti cosmetici non esistono in natura, sono prodotti umani e (come tali) non fanno bene all&#8217;ambiente</strong>. Per essere davvero zero waste in questo caso, bisognerebbe smettere di utilizzarli.</p>



<h2>Pensieri, parole e certificazioni.</h2>



<p>Attenzione a chi ti vende cosmetici artigianali, anche &#8220;fatti in casa&#8221;. Quando ti dicono che sono naturali o biologici, non puoi sapere se rispettino le normative europee o da dove arrivino le materie prime. <strong>A livello ambientale e salutare, c&#8217;è una bella differenza tra prodotti certificati e prodotti fatti in casa</strong>. Ecco perché (escluso il burrocacao e poco altro) io sconsiglio in fai da te cosmetico se non si è dei chimici professionisti.</p>



<p>Per aiutare le aziende che vogliono davvero creare prodotti sicuri e attenti all&#8217;impatto ambientale, sono nate le <strong>certificazioni cosmetiche</strong>. Ce ne sono diverse e ognuna ha i suoi criteri. Anche questo è un problema, perché ci sono diversi tipi di certificazione &#8220;naturale&#8221; di cui ancora non si capiscono i parametri.</p>



<p>Una certificazione a mio avviso abbastanza sicura è <strong>ICEA</strong>, la quale rilascia <strong>certificazioni per la eco bio cosmesi</strong>, controllando l&#8217;origine degli ingredienti secondo le norme europee, oltre ad aggiungere altri criteri scelti dall&#8217;ente, come l&#8217;<strong>assenza di test su animali</strong>. Sono tutti dichiarati sul sito, dove è possibile scaricare tutta la documentazione che serve ad un&#8217;azienda per ottenere la certificazione. <strong>Il controllo riguarda anche la veridicità dei &#8220;claim&#8221;</strong>, cioè della pubblicità che non deve essere ingannevole. Calcolando che <strong>chi sceglie di ottenere questa certificazione investe fino a 10.000 euro all&#8217;anno</strong> (ci sono le detrazioni per aziende più piccole) per le analisi e i controlli successivi sul prodotto, sarà più improbabile imbattersi in prodotti di scarsa qualità. Questo giustifica anche il costo un po&#8217; più elevato dei prodotti certificati.</p>



<p>Ovviamente ci sono prodotti molto validi anche tra quelli che non hanno le certificazioni, ciò che mi preme è che non si professino biologici o certificati quando non lo sono. Anche perché è illegale. </p>



<p><strong>Da questo discorso escludo, ovviamente, le big company che fanno greenwashing</strong>. Loro i soldi da investire in ricerca e produzione sostenibili li avrebbero, ma continueranno a fregarsene o darci il &#8220;contentino&#8221; con la &#8220;linea naturale&#8221; finché non cambierà il mercato.</p>



<h2><strong>La plastica, quando è necessaria?</strong></h2>



<p>Sui social parliamo sempre di quanto il nostro <strong>percorso verso la sostenibilità ambientale sia imperfetto</strong>, questo vale anche per le aziende perché (ricordiamocelo) anche loro sono fatte da persone. Per ora, <strong>molte aziende che producono prodotti davvero ecologici fanno fatica a creare anche una distribuzione senza imballaggio</strong>.</p>



<p>Per mantenere la qualità di un prodotto con ingredienti di origine naturale e pochi conservanti (o senza conservanti) è necessario che prima dell&#8217;utilizzo resti <strong>protetto da eventuali contaminazioni esterne</strong>. In questo caso la plastica è un buon alleato (come lo è in medicina) per la nostra salute. Anche il vetro lo è, ma le confezioni usa e getta di vetro hanno un impatto ambientale alto e sono più difficili da trasportare in sicurezza.</p>



<p>Immagina quanto prodotto invenduto andrebbe buttato (e quindi inquinerebbe ancora di più) se non ci fossero delle buone confezioni a proteggerlo.</p>



<p>Inoltre, per capire l’impatto ambientale reale di un imballaggio, <strong>bisogna valutare il LCA</strong>, (Life Cycle Assessment). Si tratta della valutazione dell’impatto ambientale associato ad ogni fase della vita di un prodotto: dall’estrazione dei materiali al suo smaltimento, terminato l’utilizzo.<br>Ricordiamo che <strong>tutto ciò che è un “prodotto umano” inquina</strong> (anche la cacca!). In alcune situazioni il vetro è la soluzione migliore, altre volte, dopo la valutazione LCA, potrebbe risultare che è la plastica ad avere un impatto ambientale minore. Chi fa questa valutazione? Di solito le aziende stesse la fanno fare da esperti durante la pianificazione della loro produzione. Ne parleremo meglio in uno dei prossimi articoli.</p>



<h3><strong>Quale sarebbe il sistema di distribuzione che impatta meno sull’ambiente?</strong></h3>



<p>A questa domanda non posso dare una risposta definitiva. <strong>La risposta è sempre “dipende”</strong>. Forse il vuoto a rendere potrebbe esserlo, ma bisognerebbe creare una catena di distribuzione che permetta di sprecare meno prodotto ed evitare il più possibile le contaminazioni (anche solo per tutelare gli allergici). In attesa di una <strong>soluzione per il vuoto a rendere anche in cosmetica</strong>, io adotto un &#8220;sistema misto&#8221; in base alle esigenze del mio corpo:</p>



<ul><li>Saponi per il corpo <strong>solidi</strong> e shampoo e balsamo con <strong>vuoto a rendere</strong>. Perché per lavare corpo e capelli non ho esigenze specifiche.</li><li>Creme per viso e corpo in <strong>confezioni riciclabili</strong> (plastica o vetro) perché sono i prodotti che mi hanno sempre creato maggiori problemi a livello dermatologico.</li><li>Makeup: <strong>mi trucco poco e metto giusto l&#8217;indispensabile</strong>. Sto ancora smaltendo prodotti vecchissimi.</li></ul>



<p>Ho provato anche a non usare nulla per detergere e curare il viso, ma non ha funzionato. Di questo parleremo in seguito.<br></p>



<h2>A te la parola</h2>



<p>Tu conoscevi questi aspetti del problema? Hai altre soluzioni da consigliare?</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.bioqualita.eu/normativa/normativa-biologico/">&nbsp;Normative sul biologico</a></div>
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    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/05/20/definizione-di-bilogico-e-cosmetica-naturale/">Definizione di biologico e cosmetica naturale.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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		<title>Pulizie di primavera: consigli e ricette zero waste per detersivi ecologici fai da te.</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/04/19/ricette-zero-waste-per-detersivi-ecologici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 08:06:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le ricette per detersivi ecologici e zero waste che troviamo on-line sono davvero efficaci e rispettose dell'ambiente? In regalo il PDF gratis con le ricette per detersivi davvero ecologici.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/04/19/ricette-zero-waste-per-detersivi-ecologici/">Pulizie di primavera: consigli e ricette zero waste per detersivi ecologici fai da te.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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<p>La primavera per me significa nuova vita, rinascita e anche pulizia. Quest&#8217;anno ho deciso di affrontarla al meglio utilizzando i <strong>detersivi ecologici</strong>. Considerando che tre quarti della normale pulizia domestica potrebbe essere fatta con acqua e sapone per i piatti, mi sono chiesta se le ricette zero waste che trovo on-line abbiano un fondamento scientifico oppure siano delle eco-leggende. Esistono davvero protti per le pulizie ecologici, economici e rispettosi della salute? Vediamo cosa ho scoperto.</p>



<h2>Ubriachi d&#8217;aceto</h2>



<p>Iniziamo dal prodotto più inflazionato nei blog zero waste: l&#8217;aceto. Dell&#8217;aceto si dice che sia tra i migliori detergenti ecologici, perfetto per ogni utilizzo, <strong>una specie di jolly de casa</strong>. Secondo molti andrebbe come ammorbidente, sgrassatore, detergente per pavimenti, igienizzante, deodorante per sanitari e così via. Non so nemmeno da dove partire per sfatare tutti i falsi miti su questo ingrediente, ma ci proverò:</p>



<ol><li>È vero è <strong>anticalcare</strong> e ha proprietà <strong>blandamente igienizzanti</strong> (perché contiene acido acetico, appunto) ma l&#8217;effetto igienizzante è trascurabile.</li><li>Anche l&#8217;<strong>aceto è inquinante</strong> se usato in grandi quantità da molte persone, perché tossico per i pesci. Una volta che un litro di acido acetico finisce in mare, per fare in modo che l&#8217;ambiente torni ad essere sano per gli animali acquatici, ci vogliono tantissimi litri d&#8217;acqua. Ripeto un concetto fondamentale: <strong>naturale non è sempre uguale a ecologico</strong>. In media, l&#8217;aceto domestico italiano contiene una percentuale di acido acetico al 6%, quindi si può usare come anticalcare, basta non esagerare nel suo utilizzo.</li><li>Si tratta di un <strong>prodotto acido</strong> e, come tale, non indicato per alcune superfici delicate come marmo, granito e parquet che a contatto con l&#8217;aceto possono rovinarsi irrimediabilmente. Inoltre, è sconsigliato per le persone allergiche al nichel, poiché il suo utilizzo a contatto con alcuni tipi di acciaio può favorire il rilascio di nichel. Nel dubbio, meglio non usarlo in lavatrice o su superfici d&#8217;acciaio.</li><li>&#8220;<em>Viene venduto in vetro, quindi è zero waste</em>&#8220;. Qui potrei aprire un altro articolo, (non ti preoccupate, presto arriverà). Per ora sappi che il costo di imbottigliamento e trasporto dell&#8217;aceto emettono molta CO2 inutile nell&#8217;ambiente.  </li><li><strong>Bicarbonato e aceto sono nemici</strong> tra loro. C&#8217;ero cascata anche io all&#8217;inizio: mischiare bicarbonato e aceto per pulire tutto sembrava facile ed economico. Risultato: è come pulire con l&#8217;acqua e basta. Come mai? L&#8217;aceto è acido, il bicarbonato è basico unendoli annulli le loro proprietà. Si può fare meglio.</li></ol>



<p>Ricapitolando: se lo trovi a Km0, con vuoto a rendere e ne usi poco, meglio su superfici non d&#8217;acciaio né delicate, allora può essere una buona opzione. L&#8217;unico dubbio che mi viene è sul costo: sicuramente un aceto con queste caratteristiche ha un costo che non mi sentirei di &#8220;buttate nelle pulizie&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="542" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/04/19/ricette-zero-waste-per-detersivi-ecologici/photo_2019-04-18_14-15-48/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?fit=1279%2C1280&amp;ssl=1" data-orig-size="1279,1280" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="photo_2019-04-18_14-15-48" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?fit=750%2C750&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="1279" height="1280" src="https://i2.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?fit=810%2C810&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-542" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?w=1279&amp;ssl=1 1279w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?resize=768%2C769&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/photo_2019-04-18_14-15-48.jpg?resize=1024%2C1024&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<h2>Acido citrico e via&#8230;</h2>



<p>Alla luce di ciò, ti consiglio di continuare a mettere l&#8217;aceto sull&#8217;insalata e optare per una soluzione più ecologica: l&#8217;<strong>acido citrico</strong>. Si tratta di una sostanza naturalmente contenuta nei limoni che si biodegrada molto meglio dell&#8217;aceto. <strong>ATTENZIONE! Non pensare di poter sostituire l&#8217;aceto con i limoni puri per creare ricette zero waste</strong>, te ne servirebbe una quantità esagerata per ottenere un effetto minimo. </p>



<p>Ormai l&#8217;acido citrico in polvere o cristalli si trova quasi ovunque (supermercati, ferrmaneta, negozi per la spesa sfusa ecc.). Se non lo trovi sfuso, il mio consiglio è di <strong>acquistare un pacco di una quantità abbondante</strong>: è utile per creare o conservare diversi detersivi ecologici e ha una scadenza lunga. Siccome anche lui è corrosivo, è comunque sconsigliato per superfici delicate.</p>



<p>Sento già l&#8217;obiezione: &#8220;<em>ma io ho visto in TV la ricetta per il sapone per i piatti fatto con i limoni freschi frullati, l&#8217;ho provata e funziona!</em>&#8220;. Certo, anche lavare i piatti con solo acqua calda e spugna dà buoni risultati su uno sporco leggero, ma prova con la teglia della lasagna di nonna o con l&#8217;olio dei peperoni. <strong>Per certi banchetti serve un tensioattivo serio</strong>. I limoni teniamoli per condire il pesce da accompagnare con l&#8217;insalata di prima. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p>Tra i detersivi ecologici zero waste ultimamente spopola l&#8217;infuso di aceto e bucce d&#8217;agrumi (arancio o limone). Di solito viene mostrato in una bella foto su instagram rigorosamente in barattolo di vetro. Che te lo dico a fare? Poco utile e non proprio ecologico.</p>



<h2>Alla <g class="gr_ gr_8 gr-alert gr_spell gr_inline_cards gr_run_anim ContextualSpelling ins-del multiReplace" id="8" data-gr-id="8">faccia</g> del <g class="gr_ gr_15 gr-alert gr_spell gr_inline_cards gr_run_anim ContextualSpelling ins-del multiReplace" id="15" data-gr-id="15">bicarbonato</g> di sodio!</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://i0.wp.com/acegif.com/wp-content/uploads/animation-gap.jpg?w=750&#038;ssl=1" alt="Risultati immagini per alla faccia del bicarbonato di sodio" data-recalc-dims="1"/></figure></div>



<p>Cito il mitico Totò perché anche del bicarbonato si millantano proprietà straordinarie. Anche lui sembra un supereroe dei detersivi ecologici. Inziamo subito:</p>



<ol><li><strong>Non igienizza</strong>: preserva dai bagtteri solo se la soluzione di acqua è satura e si crea un effetto &#8220;salamoia&#8221; che protegge oggetti o prodotti che vengono immersi nella soluzione.</li><li><strong>Grassa sì e no</strong>: usato puro su una macchia d&#8217;olio può sgrassare, ma non serve negli spruzzini.</li><li><strong>Non elimina il calcare</strong>: il calcare viene sciolto solo in un ambiente acido, quindi come abbiamo visto prima è meglio utilizzare l&#8217;acido citrico.</li><li><strong>Non è ammorbidente</strong> e rompe le lavatrici: questa l&#8217;ho scoperta amie spese.</li></ol>



<p>Insomma, per quanto sia ottimo come deodorante e come scrub leggero, il bicarbonato tra i detersivi ecologici serve a ben poco. Meglio usarlo come cosmetico o per far lievitare le torte!</p>



<h2>Carbonato di sodio: lo sconosciuto tra i detersivi ecolgici.</h2>



<p>Sgrassatore per davvero, invece, è il <strong>carbonato di sodio</strong> che è diverso dal BI-carbonato di sodio ed è forse dal nome simile che si è generato il falso mito sul suo amico. Con il carbonato di sodio e il sapone per piatti concentrato si può fare uno spruzzino sgrassatore che fa impallidire anche il più famoso tra i detersivi ecologici e non in commercio. Lo vedremo tra poco. Ma passiamo subito al prossimo prodotto che non vedo l&#8217;ora.</p>



<h2>Noci del sapone: alternativa ecologica al detersivo per lavatrice?</h2>



<p>L&#8217;ennesima idea di sapone naturale fai da te che rubiamo agli USA sono le noci del sapone. Considerate zero waste ed ecologiche perché vendute in sacchetti di stoffa, in quantità consistenti e si dice ne bastino pochissime per lavare un sacco di bucato. <strong>Mi ero fatta incantare anche io</strong>, ma per fortuna ho fatto ricerche prima prima comprarle ed ho ecorisparmiato per davvero.</p>



<p>Come potrai constatare da te nell&#8217;approfondimento a fine articolo, Fabrizio Zago (chimico esperto in detergenti) spiega che anche queste noci sono un ottimo esempio di come <strong>&#8220;naturale&#8221; non sia sinonimo di &#8220;ottimo da riversare in mare&#8221;</strong>. </p>



<p>Le saponine contenute in queste noci, infatti, <strong>sono molto nocive soprattutto per gli anfibi a sangue freddo</strong> e oltretutto, da test effettuati dallo stesso Zago, è emerso che la capacità pulente di queste saponine è pari a quella dell&#8217;acqua e basta, quindi <strong>non hanno effetto pulente</strong>.  Io per il bucato uso un detersivo ecologico alla spina e sono ampiamente soddisfatta del rapporto qualità-prezzo e della formulazione rispettosa dell&#8217;ambiente, certificata ecolabel.</p>



<h2>Eco-<g class="gr_ gr_5 gr-alert gr_spell gr_inline_cards gr_run_anim ContextualSpelling ins-del multiReplace" id="5" data-gr-id="5">balle</g>: <g class="gr_ gr_13 gr-alert gr_spell gr_inline_cards gr_run_anim ContextualSpelling ins-del" id="13" data-gr-id="13">me le</g> <g class="gr_ gr_15 gr-alert gr_spell gr_inline_cards gr_run_anim ContextualSpelling ins-del multiReplace" id="15" data-gr-id="15">fanno</g> <g class="gr_ gr_16 gr-alert gr_spell gr_inline_cards gr_run_anim ContextualSpelling" id="16" data-gr-id="16">girare</g> dal 2014</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://i0.wp.com/images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/31tNmUfUyCL._SX355_.jpg?w=750&#038;ssl=1" alt="Risultati immagini per ecoballs" data-recalc-dims="1"/></figure></div>



<p>Questa l&#8217;avevo scoperta ben prima di passare allo zero waste. Un bel giorno mia madre si presentò a casa con la rivoluzione dei detersivi ecologici: una palla di plastica da mettere in lavatrice che secondo chi gliel&#8217;aveva venduta aveva capacità pulenti eccezionali e <strong>con una sola pallina si poteva fare il bucato per mesi</strong>. Sentendo puzza di balla, feci una breve ricerca su internet per scoprire che Altroconsumo aveva condotto dei test su questo prodotto a tutela del consumatore. </p>



<p>Indovina un po&#8217;? <strong>Non funzinano, inquinano, non si possono differenziare e lasciano anche sui vestiti sostanze</strong> che potrebbero irritare le pelli più delicate. Da quei è partita anche la denuncia dell&#8217;AGICOM (Autorità garante italiana della concorrenza e del mercato). La soluzione? La stessa di prima: saponi ecolabel. Se porprio non ti piacciono i saponi liquidi puoi mettere le scaglie di marsiglia direttamente nel cestello.</p>



<h2>Aggiungi oli essenziali ai tuoi detersivi ecologici, ma anche no.</h2>



<p><strong>Il profumo è una componente del tutto superflua</strong> in fatto di pulizia, anzi molti profumi contenuti nei detersivi possono dare fastidio a persone o animali e addirittura dare allergia. Per questo ci sono produttori che creano linee apposite di saponi senza profumo perché la verità è che non serve. Io semplicemente, quando finisco di pulire la casa, accendo un diffusore di aromi per ambienti: serve meno profumo e dura di più. Alcuni oli essenziali hanno delle caratteristiche positive per le pulize, ma bisogna valutare sempre il rapporto costi-benefici.<br></p>



<p>Ho chiesto a <a href="https://www.ecorisparmiare.it/gloria-pettrone-writer/">Gloria</a> di spiegarci perché sarebbe meglio fare un uso parsimonioso degli oli essenziali e non metterli nei detersivi (o aggiungerli solo se proprio non possiamo vivere senza). </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Gli oli essenziali sono composti molto preziosi, possono essere ottenuti tramite<strong> distillazione o spremitura a freddo a partire da piante o erbe</strong>, li ritroviamo sotto forma oleosa, liquida e volatile, per cui non si disciolgono perfettamente nell&#8217;acqua (ecco perchè bisogna sempre mescolare il prodotto che li contiene). Possono essere inalati svolgendo una funzione di aromaterapia oppure aggiunti in creme o prodotti di pulizia. <strong>Essendo molto concentrati, è sufficiente una piccolissima quantità per ottenere l&#8217;odore (o la funzione) da noi desiderato</strong>. </p><p>Ricorda che nessun olio essenziale (eccetto quello di Tea tree) può essere usato puro direttamente a contatto sulla pelle, proprio a causa delle concentrazioni elevate, perchè all&#8217;interno <strong>contiene delle sostanze &#8220;allergizzanti&#8221;</strong> che possono, come i normali profumi, provocare reazioni allergiche. Inoltre <strong>l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;olio essenziale è alto</strong>, proprio come spiega Loredana riguardo quello dell&#8217;aceto. La soluzione, come sempre, sta nel mezzo: usarli con parsimonia, solo se davvero ne sentiamo la necessità.</p><cite>Gloria Pettrone</cite></blockquote>



<h2>Pulize di primavera ecologche per davvero</h2>



<p>Ebbene, potrei andare ancora avanti purtroppo, ma siccome ti ho già dato troppe delusioni oggi, nel link che trovi qui sotto puoi scaricare il ricettario per le <strong>eco-pulizie di primavera della serie &#8220;Casa Verde&#8221;</strong>. Spero ti sarà utile! Le ricette non sono mie, ma del blog mammachimica.it, che è la mia spacciatrice ufficiale di detersivi fai da te. Ho riunito le mie preferite in un PDF gratuito da regalarti.</p>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/Eco-Pulizie-di-primavera.pdf">Scarica subito il PDF</a></div>



<h2>Link utili</h2>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=44728">Noci del sapone: studi ed esperimento</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/04/ac286_032034_ecoball.pdf">Altroconsumo vs. eco-balle</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=2&amp;t=40001#p329121">Tabella di biodegradabilità degli elementi</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-very-dark-gray-color has-background has-light-green-cyan-background-color" href="https://autoproduco.it/aceto-inquina/">Elisa Nicoli &#8211; Altro articolo sull&#8217;aceto<br></a></div>
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    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/04/19/ricette-zero-waste-per-detersivi-ecologici/">Pulizie di primavera: consigli e ricette zero waste per detersivi ecologici fai da te.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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		<title>Obiettivo di Aprile: #muovilcool! La mobilità sostenibile fa figo.</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/04/05/muovilcool-mobilita-sostenibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 10:29:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agenda della Fortuna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>#Muovilcool è l'iniziativa di mobilità sostenibile legata all'Agenda della Fortuna di aprile del sito Ecorisparmiare.it.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/04/05/muovilcool-mobilita-sostenibile/">Obiettivo di Aprile: #muovilcool! La mobilità sostenibile fa figo.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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                	<i class="booster-icon twp-clock"></i> <span>Puoi leggermi in</span>10 Minuti, 1 Secondi                </div>

            </div>
<p>Stanno tornando le belle giornate e con loro è arrivata anche l&#8217;idea per la sfida di Aprile: parleremo di mobilità sostenibile. In particolare di come ridurre il nostro impatto ambientale limitando o addirittura azzerando per un mese (o per sempre) l&#8217;uso dell&#8217;automobile.</p>



<span id="more-507"></span>



<p>Già sento le obiezioni: “<em>ma da me il trasporto pubblico non funziona</em>”, “<em>ma i mezzi pubblici puzzano!</em>” oppure &#8220;<em>ma io ho due bambini, come pensi che potrei muovermi senza macchina per un mese?</em>&#8220;. Alcune sono fondatissime, altre sono frutto di quella <strong>perversa vocina dentro di noi che davanti ad una sfida ci dice che non possiamo farcela</strong>, che non siamo abbastanza e non lo saremo mai o che l&#8217;unica soluzione per una vera mobilità sostenibile sia l&#8217;auto elettrica.</p>



<p>Sono qui per sfatare tutta questa carovana di pregiudizi perché <strong>noi, insieme, siamo abbastanza</strong>. Se abbiamo avuto la capacità di sporcare il mondo abbiamo anche l&#8217;abilità di ripulirlo, sono fermamente convinta che insieme faremo la differenza, iniziando dalla differenziata. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<h2>Il problema dell&#8217;inquinamento atmosferico è reale</h2>



<p>Tra i problemi legati all’inquinamento che affligge il nostro pianeta, c’è sicuramento l’eccessivo utilizzo di combustibili fossili per muovere persone e merci. Secondo uno studio dell’ Environment Protection Agency, <strong>i veicoli a motore producono circa la metà degli inquinanti globali</strong>, come l’ossido di azoto e il particolato. <strong>Il 75% delle emissioni di monossido di carbonio  (CO2) proviene dalle automobili</strong>. </p>



<p><strong>Nelle aree urbane</strong>, gli autoveicoli sono responsabili di una percentuale compresa tra il <strong>50%</strong> e il <strong>90%</strong> dell’inquinamento atmosferico totale.<br></p>



<p>Secondo una analisi dell’Unione Europea, <strong>solo 1 veicolo su 3 è elettrico o a ridotte emissioni</strong>, per un totale di 13,4 milioni di auto, furgoni, camion e autobus che circolano liberamente annerendo i nostri polmoni.<br>Se consideriamo che le macchine ibride vendute nel 2018 sono 76.155 e quelle elettrice 4.588 il problema dell’inquinamento dovuto alle autovetture è ancora molto forte anche se inizia ad intravedersi un miglioramento rispetto al passato.</p>



<h2>Una vita car-free è possibile</h2>



<p>Come abbiamo visto <strong>la concentrazione maggiore di emissioni nocive dovute alle vetture è nelle città</strong> e questo dato mi turba, ma non mi stupisce. La macchina è da sempre sinonimo di comodità, nonché specchio di un certo benessere economico. Le abitudini che consideriamo comode, sono le più difficili da abbandonare, ma io credo in te. Ce la faremo. Da quasi un anno non uso più la macchina se non per le emergenze (ad esempio portare Mila dal veterinario) o i viaggi lunghi verso città mal collegate con i mezzi pubblici.</p>



<h3>Cosa si intende per eccesso di utilizzo?</h3>



<p>Avere più auto in famiglia quando non necessario. Per &#8220;non necessario&#8221; intendo <strong>avere più di un&#8217;auto a persona in famiglia</strong>. Un esempio? Alcuni conoscenti avevano regalato al figlio neodiciottene un&#8217;auto (nonostante in casa ce ne fossero già due) che il suddetto usava solo nel weekend o per fare la spola tra scuola, casa e pub. Raggio d&#8217;azione 5 km in zona ben fornita di mezzi pubblici. Alla faccia della mobilità sostenibile!</p>



<h2>Macchina o trasporto pubblico?</h2>



<p>Nel mio caso, trovo assurdo che a Milano ci sia ancora chi preferisce l&#8217;automobile al trasporto pubblico. Parlo di Milano perché ci vivo, ma secondo me alcuni dei miei ragionamenti si possono applicare anche fuori città. Personalmente mi lamento sempre dei ritardi, è vero, ma <strong>mettersi in macchina ha svantaggi ben peggiori</strong>:</p>



<ol><li>Innanzitutto richiede una <strong>capacità di vivere</strong> che al mattino presto non credo di possedere. Se mi mettessi in auto di mattina presto sarei causa di incidenti e risse. Per la mia e l&#8217;altrui incolumità, ringrazio ATM.</li><li>Ogni mattina un milanese si sveglia e sa che dovrà uscire di casa con un anticipo imbarazzante per poter <strong>trovare un parcheggio</strong>. Almeno nell&#8217;attesa del bus (anche se in ritardo) si può leggere, ascoltare musica o podcast, socializzare, scrollare i social, fissare il vuoto&#8230; è comunque più produttivo e meno inquinante che girare a zonzo per 15 minuti alla ricerca di uno spazio tra due auto, puntualmente occupato da una smart.</li><li>L&#8217;unica <strong>coda</strong> che posso sopportare al mattino è quella di Mila che scodinzola per darmi il buongiorno. La fila al semaforo, con annesso imbruttito che suona il clacson nel preciso millesimo di secondo in cui scatta il verde, dovrebbe essere punita come tortura.</li><li><strong>L&#8217;area C, B, X, Y, Z</strong>&#8230; soprattutto per i non residenti a Milano sbagliare strada e finire per errore in area C o B può essere causa di una multa bella salata.</li><li><strong>I costi</strong>: spesso se si calcola solo il costo della benzina l&#8217;auto potrebbe sembrare una soluzione economica per spostarsi, ma come vedremo nella prossima pagina mantenerla ha dei costi che neanche la comodità può giustificare.</li><li><strong>Ci rende sedentari</strong>. Quando si ha a disposizione la macchina si tende ad usarla per andare ovunque. Anche il percorso più breve diventa una scusa per mettersi al volante, ciò è tutt&#8217;altro che un bene per la nostra salute.</li></ol>



<h3>Bicicletta: la regina della mobilità sostenibile</h3>



<p><strong>Il mio mezzo di trasporto preferito è la bicicletta</strong>, soprattutto in primavera ed estate. Va bene ovunque: campagna, città, mari e monti. Non l&#8217;ho ancora provata sulle strade milanesi, ma a breve spero di poterlo fare. <strong>La bici tiene in forma e costa poco</strong> in termini di acquisto e manutenzione. Rispetto all&#8217;auto ha anche un certo fascino e non emette nessuna anidride carbonica, se non in fase di riciclaggio. Mobilità sostenibile in puro stile Ecorisparmiare!</p>



<p>Poi <strong>si può anche camminare</strong>: questa città mi ha fatto cambiare prospettiva sulle distanze. Percorsi che prima (in chilometri) mi sembravano lunghissimi, ora mi sembrano davvero brevi. Certi giorni, senza neanche rendermene conto, percorro anche sei chilometri solo facendo le mie normali commissioni!</p>



<p>Questo mese lancio la <strong>sfida #muovilcool per l&#8217;ambiente</strong>: perché muoversi senza emettere CO2 è figo davvero. Ma te la spiego bene dopo aver calcolato insieme nella prossima pagina quanto puoi risparmiare ad aprile con la mobilità sostenibile.</p>



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    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/04/05/muovilcool-mobilita-sostenibile/">Obiettivo di Aprile: #muovilcool! La mobilità sostenibile fa figo.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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		<title>Come risparmiare sulla spesa e farla più green al supermercato.</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/02/21/come-risparmiare-sulla-spesa-ecologica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 08:17:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sei tra quelli che pensano sia difficile fare la spesa e risparmiare quando si decide di vivere in maniera più ecologica? Allora sei nel posto giusto.Risparmiare sulla spesa alimentare sembra essere un tasto davvero dolente per gli italiani, soprattutto perché molti sono convinti che minore prezzo significhi per forza peggiore qualità.Questo è uno dei fattori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/02/21/come-risparmiare-sulla-spesa-ecologica/">Come risparmiare sulla spesa e farla più green al supermercato.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p>Sei tra quelli che pensano sia difficile fare la spesa e risparmiare quando si decide di vivere in maniera più ecologica? Allora sei nel posto giusto.<br><strong>Risparmiare sulla spesa alimentare sembra essere un tasto davvero dolente per gli italiani</strong>, soprattutto perché molti sono convinti che minore prezzo significhi per forza peggiore qualità.<br>Questo è uno dei fattori che determinano la ricerca sfrentata di buoni sconto on-line, copupon da stampare e altre illusioni economiche.</p>



<h2>Fare la spesa al supermercato conviene?</h2>



<p>Prima di iniziare vorrei fare una nota sull&#8217;acquisto nei supermercati: non è sempre sinonimo di qualità o risparmio, anzi. Da quando ho iniziato il mio percorso per ridurre i rifiuti, ho iniziato anche ad <strong>acquistare prodotti sfusi direttamente dai produttori locali</strong>, al mercato o nei negozi sotto casa (panettiere, macellaio ecc.). Così facendo sto mangiando molto meglio e risparmiando anche di più.</p>



<p>Questo è stato possibile per me, ma non è detto che lo sia per tutti. Ci sono realtà in Italia dove <strong>i piccoli negozi hanno chiuso i battenti</strong> e il mercato settimanale c&#8217;è solo nelle città più grandi. Per fare la spesa bisogna per forza rivolgersi all&#8217;unico supermercato presente in zona, che approfitta dell&#8217;assenza di concorrenza per tenere i prezzi alti.<br><br>In altri posti, invece, la <strong>concorrenza tra supermercati</strong> è così alta che economicamente conviene quasi di più acquistare in negozio che direttamente dal produttore o dal piccolo rivenditore.</p>



<p>Sta alla sensibilità di ognuno capire, nella propria situazione, quale sia la scelta più sostenibile in termini ecologici e monetari. L&#8217;importante è tendere sempre a migliorare.<br><br>Ora vediamo come fare una spesa economica ed ecologica anche al supermercato.</p>



<h3>La lista</h3>



<p>Se hai letto il post sul meal planning, saprai che ogni settimana faccio una lista della spesa specifica, per un menù già deciso. Il primo passo per risparmiare sulla spesa, infatti, è andare dritti all&#8217;obiettivo: compra solo ciò che serve. Un piccolo trucco è segnare anche le quantità necessarie per ogni alimento, in questo modo <strong>ridurrai sia lo scontrino che gli sprechi</strong>. Come mantenere il carrello sulla retta via?</p>



<ul><li><strong>Approccio vade retro</strong>: tutto ciò che non è in lista Satana. Va trattato come lava: il gioco è non toccare niente fuori lista, altrimenti vai a casa (un po&#8217; estremo, ma efficace).</li><li><strong>Preferisci</strong> <strong>prodotti sfusi</strong> o con confezioni minimali, riciclabili e senza plastica. Se non li trovi: fai scorta di prodotti in confezione maxi (es. farina da 2 kg, pasta da 1 kg), così dureranno di più e utilizzerai meno imballaggio.</li><li><strong>Mangia prima di uscire</strong>: fare la spesa affamati è il modo migliore per comprare cibo in eccesso o <em>junk food</em>. Meglio evitare, anche per la salute.</li><li><strong>Prodotti in scadenza</strong>: dai sempre un&#8217;occhiata al banchetto dei prodotti in scadenza, potrebbe esserci qualcosa che hai in lista. Sono un ottimo modo per evitare sprechi di cibo e ridurre lo scontrino.</li><li><strong>Datti un tempo</strong>: se continui a girare all&#8217;infinito per negozi troverai sempre il modo di evadere dalla lista e portarti a casa prodotti inutili. Dedica alla tua spesa un orario preciso nella settimana, ad esempio 1 ora al venerdì.</li></ul>



<h2>Usa i sacchetti come carrello</h2>



<p>Come ho studiato in psicologia, <strong>il nostro cervello odia gli spazi vuoti e cerca di riempirli</strong>. In questo caso, il carrello è il male assoluto quando si vuole risparmiare sulla spesa. Una soluzione possibile è quella di utilizzare il carrello piccolo, ma la misura potrebbe comunque non essere adatta.</p>



<p>Sacchetti della spesa is the way. Sicuramente sai già quanti sacchetti ti servono di solito per portare a casa la spesa. <strong>Porta con te il numero giusto di sacchetti riutilizzabili che ti serviranno</strong>. Finiti quelli, non potrai più usare nulla e il fatto di doverli portare a mano ti farà venire voglia di uscire presto dal negozio.</p>



<p>Se, come me, vai a fare la spesa a piedi o con i mezzi pubblici, un <strong>carrellino a rotelle</strong> può essere comunque accettato. L&#8217;importante è che lo lasci all&#8217;ingresso del negozio e lo &#8220;carichi&#8221; a termine spesa, come fosse il baule dell&#8217;auto.</p>



<h3>Sempre parlando di sacchetti&#8230;</h3>



<p>Risparmiare con la spesa ecologica significa che hai anche rispetto per l&#8217;ambiente. In questo caso ti do tre consigli:</p>



<ol><li><strong>Evita di comprare i sacchetti del supermercato</strong> e porta le tue shopper riutilizzabili da casa, è il modo migliore per rispettare l&#8217;ambiente e anche per risparmiare qualche centesimo (che comunque male non fa). </li><li>Prima di iniziare gli acquisti,<strong> chiedi se è possibile utilizzare i propri sacchetti anche per frutta o verdura</strong>. Fino a qualche mese fa a volte mi veniva risposto &#8220;ma tanto il prezzo del sacchetto è compreso, lo paghi comunque&#8221;.  Inutile spiegare che non fosse un problema di soldi, ma un modo per tutelare l&#8217;ambiente. Ora, per fortuna, in molti negozi questa nuova usanza è stata accettata e alcuni scontano addirittura il prezzo del sacchetto dalla tua spesa. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li><li>A mali estremi, dopo aver pesato i prodotti, porta in cassa gli <strong>scontrini della bilancia separati dal sacchetto</strong> <strong>biodegradabile</strong>. In questo modo potrai riutilizzarlo a casa per l&#8217;umido. Ti ricordo che dal 2019 è obbligatorio che questi siano biodegradabili. Purtroppo in qualche piccolo rivenditore di zona e al mercato mi capita ancora di vedere i sacchetti trasparenti di plastica <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f92c.png" alt="🤬" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. In quel caso il gesto più ecologico è cambiare fruttivendolo.</li></ol>



<h2>Guarda <g class="gr_ gr_16 gr-alert gr_tiny gr_spell gr_inline_cards gr_disable_anim_appear ContextualSpelling multiReplace" id="16" data-gr-id="16">i</g> <g class="gr_ gr_12 gr-alert gr_spell gr_inline_cards gr_disable_anim_appear ContextualSpelling ins-del multiReplace" id="12" data-gr-id="12">prezzi</g> al kg e al litro</h2>



<p>Può sembrare banale ripeterlo ma <strong>le offerte e le promozioni sono imperdibili solo per chi vende e mai per chi acquista</strong>. Scegliere gli alimenti che hanno un prezzo &#8220;a confezione&#8221; più basso spesso è decisamente meno vantaggioso. Se un alimento in promozione costa 1 € a confezione e un prodotto simile non in promozione costa 1,20, guardando il prezzo al kg potresti accorgerti che la confezione che costa 20 centesimi in più in realtà contiene una quantità maggiore di quel prodotto. Se poi ti accorgi che la qualità del prodotto più economico non è quella che cerchi, scegli il prodotto con un prezzo un po&#8217; più alto.</p>



<p>Dai una chance alle marche del supermercato o del discount, le cosiddette &#8220;<strong>sottomarche</strong>&#8220;: quei prodotti che riportano il nome del negozio sulla confezione. Sul retro troverai l&#8217;indicazione della casa produttrice che potrebbe essere una delle &#8220;grandi marche&#8221; che acquisti di solito. Sono marchi non pubblicizzati, quindi costano meno.</p>



<p>A fine articolo troverai un <strong>elenco in PDF</strong> che ho trovato on-line sulle &#8220;sottomache&#8221; prodotte da brand più noti. Attenzione, però, non sempre le grandi marche utilizzano le materie prime migliori. Scegli tu a cosa dare la priorità: risparmio, confezione ecologica o materie prime. Sarebbe bello avere tutto assieme, ma nella situazione del mercato attuale, spesso bisogna accettare dei compromessi.</p>



<h2>Per risparmiare sulla spesa ci sono buoni bravi e buoni cattivi</h2>



<p>I buoni sconto e i coupon sono utili se effettivamente ti servono grandi quantità di un certo alimento o prodotto.<br>Come usarli bene?</p>



<ul><li><strong>Controlla on-line le offerte</strong> prima di andare in negozio e solo sui prodotti della tua lista della spesa. Inserisci anche l&#8217;offerta nella lista e quando sarai in negozio confronta i prezzi al kg per capire se conviene davvero.</li><li>Preferisci i coupon su <strong>prodotti a media-lunga conservazione</strong> come detersivi ecologici (meglio se alla spina), conserve, sughi, zucchero, farine, pasta, carta igienica;</li><li>Evita i buoni che ti <strong>chiedono di acquistare più prodotti</strong> diversi dello stesso marchio o di arrivare ad un minimo di spesa per poter usufruire dello sconto. Esempio classico: 5 € di sconto su 50 € di spesa è una strategia di marketing volta solo ad aumentare il &#8220;carrello medio&#8221; dei clienti. Lo so perché purtroppo in passato le promozioni le scrivevo io per lavoro. </li></ul>



<p><strong>Attenzione alla promo con&nbsp;regalo</strong>: anche se con l&#8217;acquisto di 3 prodotti ti danno una zuccheriera bellissima, sappi che non te ne serve un&#8217;altra in casa.<br><br>Tra i buoni bravi, ci sono sicuramente i <strong>buoni pasto</strong> che alcune aziende rilasciano ai dipendenti, infatti nell&#8217;obiettivo dell&#8217;Agenda della Fortuna di questo mese abbiamo fatto i conti su quanto si possa risparmiare portando il pranzo da casa almeno tre volte a settimana e pagando la spesa con i buoni. Ti consiglio di dargli un&#8217;occhiata se non l&#8217;hai già fatto.</p>



<p>Se <strong>hai altri consigli o tecniche utili a ridurre gli sprechi e i rifiuti</strong> prodotti attraverso la spesa, lascia pure un commento qui sotto. Ogni idea può essere utile ad altre persone come te che passeranno di qui!</p>



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    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/02/21/come-risparmiare-sulla-spesa-ecologica/">Come risparmiare sulla spesa e farla più green al supermercato.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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		<title>Obiettivo di Febbraio: pranzo in ufficio almeno 3 volte a settimana</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/01/29/__trashed/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 22:00:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo so, lo so, lo so. Appena hai letto il titolo hai pensato: &#8220;ma è impossibile per me portare il pranzo in ufficio&#8221; oppure &#8220;ma ho i buoni pasto, perché dovrei preparare il pranzo a casa e portarlo a lavoro?&#8221; oppure &#8220;ma da me non c&#8217;è il microonde! Come faccio a scaldare il cibo con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p>Lo so, lo so, lo so. Appena hai letto il titolo hai pensato: &#8220;ma è impossibile per me portare il pranzo in ufficio&#8221; oppure &#8220;ma ho i buoni pasto, perché dovrei preparare il pranzo a casa e portarlo a lavoro?&#8221; oppure &#8220;ma da me non c&#8217;è il microonde! Come faccio a scaldare il cibo con questo freddo?&#8221;. </p>



<span id="more-324"></span>



<p>Siccome le risposte a queste domande sono lunghe e dettagliate, risponderò a tutte nei prossimi post. Intanto ti spiego la sfida e facciamo i conti per iniziare Febbraio al meglio.</p>



<h2>Lo spreco di cibo in Italia</h2>



<p>Tra i problemi legati al cibo che riguardano il nostro pianeta, di sicuro c&#8217;è lo <strong>spreco alimentare</strong>. Facendo qualche ricerca ho scoperto che l&#8217;anno scorso è stato fatto compilare a 430 famiglie italiane un diario giornaliero, in cui annotare in modo dettagliato il cibo buttato, specificandone tipologia e quantità.</p>



<p>Il risultato è stato positivo: nel 2016 (anno precedente) lo spreco medio di cibo era di 145 kg a famiglia e 63 kg a persona. Nel 2017 è diminuito a <strong>84 kg a famiglia e 36 kg a persona</strong>. In termini economici (dice la ricerca) il risparmio annuale sarebbe di <strong>110 euro a persona</strong>. La strada però è ancora lunga. Basti pensare noi italiani sprechiamo<strong> 2,2 milioni di tonnellate di cibo all’anno</strong>, per un costo complessivo di <strong>8,5 miliardi</strong> di eu&#8230;.! Scusate, ho avuto un infarto!</p>



<h2>Non solo il <g class="gr_ gr_16 gr-alert gr_spell gr_inline_cards gr_run_anim ContextualSpelling" id="16" data-gr-id="16">pranzo</g> in ufficio&#8230;</h2>



<p>Per le aziende è un po&#8217; più complesso diventare sostenibili, ma tu puoi applicare da subito qualche <strong>consiglio per evitare di buttare nel cestino soldi e alimenti</strong>. Nei prossimi post (e per tutto il mese) parleremo proprio di questo argomento. Intato ti dò qualche idea:</p>



<ul><li><strong>Acquista solo ciò che mangi davvero</strong>: non ti piace la frutta? Non comprarla solo perché il dottore dice che devi mangiarla. Tenerla a marcire in cucina non fa bene né a te né a lei.</li><li><strong>Conserva bene ciò che acquisti</strong>: sapevi che la durata dei prodotti è influenzata anche dal ripiano del frigorifero in cui li riponi? Ne parleremo meglio.</li><li><strong>Porta il pranzo in ufficio</strong>: è il nostro obiettivo del mese perché circa il 16% degli sprechi alimentari avviene nella ristorazione. Limitare i nostri pranzi nei ristoranti può aiutare. E se proprio ti va di andarci&#8230;</li><li><strong>Porta a casa gli avanzi</strong>: ciò che non mangi oggi, puoi gustarlo domani. Insomma, se il cuoco cuina bene anche il giorno dopo quel piatto sarà ottimo.</li><li><strong>Scegli alimenti &#8220;bruttarelli&#8221;</strong>: la frutta e la verdura con qualche difetto non la vuole mai nessuno e viene buttata. Prova ad acquistarla spiegando al fruttivendolo perché lo fai e chiedigli un po&#8217; di sconto. Solitamente sono ben contenti di fartelo sulla merce &#8220;invendibile&#8221;.</li><li><strong>Dai una chance ai prodotti in scadenza</strong>: per lo stesso motivo della frutta brutta, spesso sono anche scontati.</li><li><strong>Preferisci alimenti freschi non confezionati</strong>: ti aiuteranno a non produrre spazzatura. Puoi trovarli nei negozi sfusi ma anche nei negozietti sotto casa o al mercato. Sono anche migliori per la salute.</li><li><strong>Crea ricette per riutilizzare gli avanzi</strong>: parola d&#8217;ordine &#8220;polpette&#8221;. Ma ci sono anche frittate, torte salate, timballi, sformati&#8230; insomma: niente scuse!</li></ul>



<p>Questa era solo una &#8220;carrellata&#8221; per darti un&#8217;idea della miriade di soluzioni possibili. Scegli quelle che meglio si adattano al tuo stile di vita e, ricorda: <strong>il miglior aiutante per ecorisparmiare è la fantasia</strong>!<br></p>



<p>Ora arriva il mio momento preferito. Hai già in mano una calcolatrice e l&#8217;agenda della fortuna? Bene, partiamo.</p>



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    <p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it/2019/01/29/__trashed/">Obiettivo di Febbraio: pranzo in ufficio almeno 3 volte a settimana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ecorisparmiare.it">ECORISPARMIARE</a>.</p>
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		<title>Ecorisparmiare in ufficio</title>
		<link>https://www.ecorisparmiare.it/2019/01/14/ufficio-zero-waste/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Loredana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 11:53:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso non ci si pensa, ma l’ufficio è uno dei luoghi in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo e in cui sprechiamo risorse energetiche e denaro quasi senza accorgercene. In questo articolo scopriremo come rendere il tuo ufficio zero waste. Buongiornissimo, caffè Come abbiamo già visto nell’obiettivo di gennaio dell&#8217;Agenda della Fortuna, bere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p>Spesso non ci si pensa, ma l’ufficio è uno dei luoghi in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo e in cui <strong>sprechiamo risorse energetiche e denaro quasi senza accorgercene</strong>. In questo articolo scopriremo come rendere il tuo ufficio zero waste. <br></p>



<h2>Buongiornissimo, caffè</h2>



<p>Come abbiamo già visto nell’<a href="https://www.ecorisparmiare.it/2018/12/27/obiettivo-di-gennaio-bevi-il-caffe-a-casa/">obiettivo di gennaio</a> dell&#8217;Agenda della Fortuna, <strong>bere caffè solo a casa può essere un modo per risparmiare molti soldi</strong>. Alcune persone, però, hanno una macchinetta in ufficio che distribuisce caffè gratis. Sebbene questo non incida sul nostro portafogli, in realtà sarebbe comunque meglio evitarlo per diverse ragioni:</p>



<ul><li>Ogni caffè alle macchinette include un <strong>bicchiere e una palettina di plastica</strong>, che in molti casi finiranno per inquinare l’ambiente.</li><li>Le macchinette spesso hanno una <strong>scarsa manutenzione </strong>e ciò potrebbe incidere negativamente sulla tua salute.</li><li>Solitamente il caffè scelto dai fornitori <strong>non è della migliore qualità</strong> e il sapore ne risente negativamente. Altre volte la qualità potrebbe essere buona ma la macchinetta potrebbe utilizzare capsule o cialde, che inquinano ancora di più e aumentano i <strong>rischi connessi alla salute</strong>.</li><li>Lo zucchero in bustine inquina perché molte persone non gettano la carta nell’apposito cestino per il riciclaggio, che magari non è nemmeno presente nei paraggi delle macchinette. In più <strong>tutto ciò che è &#8220;mono uso&#8221; è uno spreco enorme</strong>. Una delle regole principali dello zero waste anche in ufficio è: rifiuta il monouso.</li><li>Troppi caffè non fanno bene alla salute e, se hai l’abitudine di berli zuccherati, <strong>possono anche dare sonnolenza</strong>. Ebbene sì, il caffè con lo zucchero innalza il livello di insulina nel corpo e causa il famoso “abbiocco” post pranzo. Molto meglio farne a meno, no?</li></ul>



<p>Stanno nascendo sul mercato delle <strong>macchinette per il caffè più ecologiche</strong>, ma nell&#8217;attesa che la tua azienda prenda in considerazione un piano di sostenibilità ambientale, meglio berlo a casa.</p>



<h2>Scarta la carta</h2>



<p>Ho lavorato per diverso tempo in <strong>uffici in cui si stampava qualunque cosa</strong>. Chili e chili di carta sprecata per “fare una prova”, stampare “e-mail di promemoria”, ma anche immagini divertenti per ridere assieme ai colleghi. Nonostante le comunicazioni siano sempre più digitali, ci sono <strong>ancora troppi sprechi in ufficio</strong> che possono essere evitati. Sicuramente lo sai già, ma è bene ricorcare alcuni comportamenti virtuosi per rendere l&#8217;ufficio zero waste:</p>



<ul><li>Non stampare file se non <strong>necessari e controlla sempre l&#8217;anteprima di stampa</strong>.</li><li>Preferire la <strong>posta elettronica</strong> o altri strumenti adatti per condivisione interna dei documenti.</li><li>Preferire le <strong>stampe fronte/retro</strong> e se possibile stampare o fotocopiare <strong>più pagine su ogni foglio</strong>.</li><li>Utilizzare il <strong>retro delle stampe sbagliate</strong> o non più utili per gli appunti.</li><li>Butta la carta nell’apposito <strong>cestino per il riciclo</strong>. La maggior parte dei post-it sono riciclabili perché hanno una colla che si scioglie in acqua. In ogni caso usali solo se strettamente necessari.</li><li><strong>Sensibilizzare dipendenti e colleghi</strong> sull’uso corretto della carta.</li><li>Preferire <strong>risme di carta riciclata</strong> per le proprie stampe.</li></ul>



<p>Inoltre bisognerebbe <strong>rivedere gli abbonamenti e le&nbsp;comunicazioni&nbsp;cartacee</strong>. In molti uffici è necessario avere a disposizione quotidiani o riviste di settore per restare aggiornati e lavorare meglio. Se possibile, preferisci l&#8217;<strong>abbonamento digitale</strong>.</p>



<h2>Fatti venire un’illuminazione!</h2>



<p>Se lo spazio te lo consente, sposta la scrivania in un punto con molta luce naturale e <strong>lascia libere le finestre</strong> affinché l’ufficio sia naturalmente più luminoso. Se non puoi farlo, cerca di <strong>non accendere le luci</strong> quando non indispensabile. Controlla la lampada sulla tua scrivania: assicurati che sia <strong>led</strong>, cioè il tipo di luce che consuma meno energia. [<em>Prosegue dopo l&#8217;immagine</em>]</p>



<figure class="wp-block-image"><img data-attachment-id="292" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/01/14/ufficio-zero-waste/person-690157_1920/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?fit=1920%2C1280&amp;ssl=1" data-orig-size="1920,1280" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="person-690157_1920" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?fit=750%2C500&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="1920" height="1280" src="https://i2.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?fit=810%2C540&amp;ssl=1" alt="" class="wp-image-292" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/person-690157_1920.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<h2>Antò, fa caldo!</h2>



<p>Una temperatura interna di 27 gradi non è normale quando all’esterno si sfiora lo 0. Eppure, in molti uffici (soprattutto pubblici) questo avviene. Ho visto persone aprire le finestre per far entrare il fresco a dicembre. Se ne hai la possibilità, <strong>abbassa la temperatura e magari tieni a portata di mano una sciarpa</strong> per eventuali spifferi d’aria: a volte non fa così tanto freddo, ma una porta che si apre e si chiude ci dà questa sensazione.  In caso di<strong> termosifoni</strong>, quando sono accesi <strong>devono essere sgombri</strong>, in modo che il calore si diffonda facilmente e possano essere <strong>regolati su temperature più basse</strong> o rimanere in funzione <strong>per meno tempo</strong>.<br></p>



<h2>Non ci vedi più dalla fame?<br></h2>



<p>Per gli spuntini evita le macchinette. Come per il caffè, <strong>il cibo delle macchinette è poco salutare</strong>, <strong>caro e confezionato in incarti non riciclabili</strong>. Molto meglio portarsi uno snack da casa o proporre ai colleghi di portare a turno “la merenda” in ufficio. Chissà che non ci sia uno chef nascosto tra voi!<br>Per la pausa pranzo, <strong>prepara la “schiscetta”</strong>, cioè porta il pranzo da casa. Può sembrare uno sforzo titanico, in realtà è più facile di quanto sembri se diventa un’abitudine. Ne parleremo in maniera più approfondita in un prossimo post, perché è anche un modo per risparmiare davvero molti soldi.<br></p>



<h2>Lascia le penne</h2>



<p><strong>Non riempire il portapenne di 35 stilo di tutti i colori</strong>. Tanto alla fine userai sempre la stessa perché scrive bene e quando non la troverai per qualche motivo ne cercherai una uguale. Tutte le altre, lasciate lì a prendere polvere, con il tempo diventeranno inutilizzabili e finiranno inevitabilmente tra i rifiuti indifferenziati (i più dannosi!). Ci sono anche oggetti di cancelleria sostenibile che possono essere valide alternative, ma sarebbe troppo lungo scrivere tutto qui. Fammi sapere nei commenti se ti può interessare un post a riguardo! [<em>Continua sotto la foto</em>]</p>



<ul data-carousel-extra='{"blog_id":1,"permalink":"https:\/\/www.ecorisparmiare.it\/2019\/01\/14\/ufficio-zero-waste\/"}'  class="is-layout-flex wp-block-gallery-3 wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-attachment-id="293" data-permalink="https://www.ecorisparmiare.it/2019/01/14/ufficio-zero-waste/workshop-1746275_1920/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?fit=1920%2C1242&amp;ssl=1" data-orig-size="1920,1242" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D610&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1000&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="workshop-1746275_1920" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?fit=300%2C194&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?fit=750%2C485&amp;ssl=1" decoding="async" loading="lazy" width="1920" height="1242" src="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?fit=810%2C524&amp;ssl=1" alt="" data-id="293" data-link="https://www.ecorisparmiare.it/?attachment_id=293" class="wp-image-293" srcset="https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?resize=300%2C194&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?resize=768%2C497&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?resize=1024%2C662&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.ecorisparmiare.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/workshop-1746275_1920.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></li></ul>



<h2>Condividi l&#8217;idea di un ufficio zero waste</h2>



<p>Non avere paura di parlare ai colleghi del tuo impegno nel ridurre i rifiuti, spesso <strong>il buon esempio è il modo migliore per dare uno spunto di riflessione</strong>. Se ne hai la possibilità, proponi in ufficio un progetto rivolto alla <strong>diminuzione dell’impatto ambientale</strong>. Per iniziare, potresti anche semplicemente <strong>condividere questo post</strong> con i tuoi colleghi e coinvolgerli nel rendere ecorisparmiose le vostre scrivanie.</p>



<p><strong>Non è necessario fare tutto subito</strong>, inizia da un gesto e pian piano aggiungi gli altri. Non importi subito mille cambiamenti, altrimenti rinuncerai presto.</p>



<p>Se vorresti <strong>rendere la tua azienda più green</strong> ma non sai come fare, contatta pure ecorisparmiare@gmail.com per avere una consulenza personalizzata. Posso aiutarti a trovare le soluzioni ecologiche più adatte a te, per risparmiare e avere un impatto minore sull&#8217;ambiente.</p>



<p>Tu hai già adottato alcune di queste idee oppure ne hai altre da proporre? Scrivimelo nei commenti!</p>
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