Prodotti beauty zero waste? Olio di cocco e altre eco-leggende.

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Tutte noi siamo sempre alla ricerca di cosmetici che esaltino e preservino la nostra bellezza, ma lo sapevi che i prodotti per l’igiene personale e il makeup, anche quelli con le cetificazioni ecologiche e vegane, possono inquinare? Vedremo assieme i problemi dei cosmetici e le alternative zero sprechi (o a sprechi minori) per iniziare a ridurre l’impatto della tua beauty routine sull’ambiente. In questo articolo troverai anche tanti link utili per aumentare la tua consapevolezza negli acquisti.

Non farti rifilare un pacco.

Le prime responsabili dell’inquinamento sono sicuramente le confezioni dei prodotti per diverse ragioni.

Per me è la cipolla.

Spesso i packaging sono fatti “a cipolla”: film protettivo; box in cartoncino, magari con la finestrella in plastica; pellicola o “gabbia” di sicurezza in cartone o altro materiale; tappo di plastica; tubetto di plastica o altro materiale; linguetta protettiva (tipo quella del dentifricio). La gran parte della confezione viene buttata ancora prima di utilizzare il prodotto e magari i materiali che la compongono non sono nemmeno differenziabili.

SOLUZIONI: Preferisci prodotti sfusi: alcune bioprofumerie vendono prodotti solidi al taglio o saponi liquidi sfusi. Puoi trovare dentifricio, shampoo, balsamo, oli, profumi, creme, davvero di tutto. Ci sono anche alcuni negozi che si avvalgono del vuoto a rendere, così l’impatto della tua confezione sarà pari a zero.
Se non trovi queste soluzioni vicino casa, cerca di preferire prodotti con poco imballaggio o in formati maxi, così il prodotto durerà più tempo e utilizzerai meno confezioni. Senza contare che spesso sui grandi formati puoi trovare uno sconto. Acquista prodotti in vetro o alluminio che potrai riciclare una volta terminati.

Se sbaglia la formula, il prodotto è bocciato

Ormai l’attenzione per gli INCI, cioè l’elenco ingredienti dei prodotti, è sdoganata. Quasi tutte sappiamo quali ingredienti non fanno bene all’ambiente, ma se ancora hai qualche dubbio, puoi consultare il biodizionario o cercare il tuo prodotto sul forum “sai cosa ti spalmi“.
Ormai si sa che i prodotti derivati del petrolio e gli elementi che compongono molte creme solari sono inquinanti, per questo tante persone preferiscono prodotti biologici.

Attenzione però: spesso un prodotto che non inquina il pianeta non è detto che faccia bene alla pelle e viceversa. Bisogna anche ricordare che non tutto ciò che è naturale può essere disperso nell’ambiente, per esempio gli oli.

Giù per il tubo, un tubo!

Sappiamo che gli oli esausti di fritture, motori, lubrificanti e compagnia bella, non andrebbero mai buttati nello scarico del lavandino o nel WC. Questo perché ognuno di questi prodotti passa dalle tubature nelle acque di mari, laghi e oceani, dove crea un film superficiale che blocca l’ossigenazione e ciò uccide ogni forma di vita acquatica: pesci, piante marine e coralli. Avete presente le immagini dei pesci e gabbiani ricoperti di petrolio? Lo stesso effetto lo fanno gli oli cosmetici. Senza contare che spesso si solidificano nelle tubature, per la gioia dell’idraulico e le lacrime del nostro portafoglio!

Lo ha riportato uno studio della Washington University e dell’Ente per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti, che ha fornito alle aziende delle linee guida per evitare che gli oli vegetali (anche non esausti) e i grassi animali usati nelle produzioni finiscano in mare. Ovviamente, lo studio si riferisce a rovesci di grandi quantità di olio tutte assieme, ma l’utilizzo domestico eccessivo (e lo spreco) di questi preziosi ingredienti può portare conseguenze simili.

Leggende zero waste: l’olio dei miracoli.

Ultimamente vedo un dilagare di ricette fai-da-te e soluzioni apparentemente “ecologiche” che prevedono l’utilizzo di grandi quantità di olio anche in poco tempo (ad esempio le maschere) che poi finiranno nello scarico. Un esempio di prodotto utilizzato in maniera eccessiva e problematica? L’olio di cocco: si usa per idratare pelle e capelli, per maschere, burri corpo o per il barbarico oil-pulling (Dio ce ne liberi!). Senza dubbio ha un buon effetto cosmetico, ma è uno dei primi responsabili di intasamento delle tubature

Oil-pulling, definizione:

Risciacquare la bocca con dell’olio (solitamente di cocco o sesamo) al posto del colluttorio. Non vi sono evidenze scientifiche dei benefici effettivi di questa pratica.

SOLUZIONI: Ora dirò una serie di verità impopolari che mi faranno bannare dall’albo delle ecologgiste zero waster dure e pure. Mi assumerò questo rischio per il tuo bene:

  • Contrariamente alle leggende metropolitane, l’olio non viene assorbito dalla nostra pelle ma fa un effetto “pellicola” che trattiene l’acqua e quindi impedisce alla pelle di disidratarsi. [Siccome non sono assolutamente certa di ricordare bene la chimica e la biologia studiata al liceo, chiedo a qualche chimico laureato di confermare o smentire nei commenti questa affermazione.]
    Visti i risvolti sull’ambiente, però, l’olio extravergine d’oliva puro continua a metterlo sull’insalata. Per idratare la tua pelle preferisci creme ben formulate che inquinano certamente meno. Non portare oli al mare, per nessuna ragione al mondo.
  • Lascia perdere il fai da te. Lo so che tutti dicono che per risparmiare l’autoproduzione è una manna dal cielo, in realtà nella mia esperienza non lo è per niente. Innanzi tutto per fare prodotti che non facciano male a te o all’ambiente è necessario conoscere bene chimica e biologia, che non si imparano proprio così su due piedi. Inoltre spesso ci vogliono molti tentativi prima di trovare la formulazione giusta e tutti i “fallimenti” sono uno spreco di materie prime che costano e, se mal formulate, vanno ad inquinare.
  • Sì a soluzioni semplici: qualcosa in casa lo puoi fare. Per esempio se aggiungi un cucchiaino di zucchero al tuo sapone nella doccia potrai farti un meraviglioso scrub senza oli. Puoi anche cercare dei libri con ricette già testate, ma assicurati che siano scritti da professionisti (aka, no a sedicenti chimiche napoletane che scopiazzano le ricette da internet. A buon intenditor…!)
have a beauty mask with fiends to detox the soul.

Less is more!

Quanta saggezza in questa frase di Coco Chanel: meno è meglio! Scegli pochi prodotti e funzionali ai tuoi bisogni. Non ti serve sempre tutto ed è bene ricordarlo soprattutto ora che impazza la moda della skincare coreana che prevede tra gli 8 e i 10 passaggi.

Dopo la “conversione” allo zero waste, io mi sono accorta che non mi serve sempre il balsamo e non uso più gli smalti. Anche il mio makeup si è ridotto all’osso, mentre sto ancora lavorando sulla skin care del viso perché un po’ lo stress, un po’ l’inquinamento di Milano, ultimamente sembro tornata alla pubertà.

Visto che questo post sta diventando eccessivamente lungo, di makeup parleremo in una prossima puntata e forse ci sarà anche un’ospite speciale. Fammi sapere nei commenti di cosa vorresti che parlassi: la mia Skin Care? Il make-up? Brand ecologici? Aspetto le tue risposte. Alla prossima!

Link utili

Lettura consigliata:

Il trucco c’è e si vede. Una guida per sfatare miti e leggende sui cosmetici. Leggi l’estratto cliccando qui.

Loredana è una Copywriter e Social Media Manager. Ha la passione per la scrittura, i libri e le serie TV. Non potrebbe vivere senza Mila, la sua dolce cangnolina.

4 commenti su “Prodotti beauty zero waste? Olio di cocco e altre eco-leggende.

  1. Ciao Loredana, perché dici che l’oil pulling non fa bene? Vorrei sapere il tuo parere, perché io ho da poco iniziato questa pratica. Ti ringrazio.

    1. Ciao Sara, non ho detto che l’oil pulling non fa bene. Questo può stabilirlo solo un dentista e io non lo sono. 😉
      Come ho scritto nell’articolo, l’oil pulling non è una tecnica ecologica perché ti porta a buttare un sacco di olio. Alcune persone lo buttano direttamente nel lavandino, andando a danneggiare la fauna marina.
      Altre persone lo tengono da parte e lo portano in ricicleria, ma comunque l’olio mi sembra un prodotto troppo prezioso e costoso per essere trattato come un prodotto “usa e getta”. Ricordiamoci, infatti, che alla base del nostro percorso non c’è solo l’ecologia, ma anche il risparmio di risorse ed economico! 😊

  2. Hai ragione Loredana, ti ringrazio! E’ difficile districarsi tra le mille proposte e informazioni da cui veniamo quotidianamente bombardati; il tuo sito mi aiuta ad osservare la realtà con una prospettiva più critica! 🙂 Cercherò di limitare la pratica dell’oil pulling solo al week end.. Buttandolo nel wc si crea comunque molto danno?
    Grazie 🙂

    1. L’olio non va buttato in nessun caso negli scarichi. Non importa se sia il lavandino, la doccia, il WC o il bidet.
      Come l’olio di frittura, anche gli oli per l’igiene e la cura della persona che eventualmente irrancidiscano andrebbero tenuti da parte e portati in ricicleria. Alcuni lo fanno anche con l’olio dell’oil pulling, ma personalmente non mi sembra una buona idea perché (a differenza dell’olio puro irrancidito o dell’olio di frittura filtrato) l’olio dell’oil pulling contiene saliva ed altri residui organici. Prova ad informarti presso la ricicleria del tuo comune se i residui organici nell’olio impediscono la sua riciclabilità. Inoltre non esistono evidenze scientifiche dei benefici dell’oil pulling. Per mantenere sana la bocca e ridurre la placca basta seguire una corretta igiene orale (banalmente lavandosi i denti mattina e sera e passando il filo interdentale) senza sprecare prodotti che possono essere meglio impiegati.

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