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Su questo blog non abbiamo bambini, ma ben due articoli dedicati ai pannolini… e con questo fanno tre. Non è così assurdo, perché i prodotti assorbenti per la persona sono dei prodotti che inquinano molto, anche quando sono in stoffa e riutilizzabili oppure biodegradabili o compostabili. Se non hai letto gli scorsi articoli (molto male!), leggi pure questo e troverai tutti i riferimenti utili alla fine.

Quando il riutilizzabile non basta?

Ti sto già sentendo: “vabbè ma usiamo tutti i pannolini riutilizzabili e il problema è risolto alla radice!”… e invece no. In uno degli scorsi articoli abbiamo scoperto insieme che anche la scienza ha dubbi a riguardo. Qui vorrei aggiungere dei dubbi che sono venuti a me leggendo altri blog o siti internet.

Innanzi tutto, la questione asili nido. Non c’è ancora una regolamentazione nazionale sulla possibilità di utilizzare i lavabili all’asilo. Il nido spesso richiede espressamente i pannolini usa e getta per questioni di praticità. Imporre ad insegnanti ed educatrici di mettere le mani nel pannolino riutilizzabile di un bambino non loro mi sembra una richiesta un po’ eccessiva, se non prevista dal regolamento scolastico. Ci sono esempi di successo in cui l’asilo nido ha accolto con piacere il lavabile, ma bisogna sempre considerare che alcune scelte restano scelte personali con tutti i limiti del caso.

Si parla sempre di pannolini, ma mai di pannoloni. I pannolini usa e getta sono più che utili, direi essenziali, in ambito sanitario o personale per pazienti e persone con disabilità (mi piacerebbe approfondire questo argomento con Gloria in uno dei prossimi articoli).

Fino a qualche tempo fa questi rifiuti finivano in discarica o inceneritore senza via di scampo, ma oggi sono qui per darti una buona notizia e per chiudere il cerchio.

È possibile riciclare i pannolini?

Sì, riciclare i pannolini è possibile ma nemmeno io lo sapevo, finché non mi ha contattata FaterSMART, l’azienda che ha sviluppato una tecnologia in grado riciclare igienizzando e separando le diverse componenti dei prodotti assorbenti per la persona.

Questo articolo nasce da una collaborazione con FaterSMART (#AD), e siccome su questo blog rompiamo i pregiudizi, oggi voglio mostrarti come un articolo sponsorizzato possa anche essere davvero interessante.

Come funziona faterSMART?

La tecnologia FaterSMART è già presente presso l’impianto di gestione rifiuti Contarina S.p.A. in provincia di Treviso ed è in grado di gestire le necessità di 1 milione di abitanti.  Per attivare il riciclo dei pannolini a livello nazionale occorre l’impegno delle autorità locali a realizzare nuovi impianti sul territorio italiano.

Come funziona? Ce lo spiega molto bene Marcello Somma, che ha ideato e sviluppato questo brevetto, nel video qui sotto in cui puoi anche vedere la tecnologia e il suo funzionamento.

Le domande dei genitori

Ho raccontato questa realtà ai genitori che ho intervistato per il primo articolo a tema “pannolino” e alla fine hanno intervistato loro me. Ecco le loro domande.

L: Cosa sono le materie prime seconde che nascono da questo riciclo?

Le materie prime seconde sono il risultato del riciclo, materiali che possono essere utilizzati per dare vita a nuovi oggetti. Si tratta di una definizione che troviamo, a livello normativo, nella direttive europea del cosiddetto “End of Waste”, con cui tutti i paesi europei sono incentivati a trovare soluzioni per impedire ai rifiuti di diventare “spreco”.

In questo caso, le materie prime seconde recuperate sono cellulosa, plastica e un polimero super assorbente che possono avere tantissimi usi in nuove produzioni.

R: Ma quindi posso già riciclare i pannolini? Dove devo buttarli?

Il presupposto per avviare il riciclo dei pannolini è la raccolta differenziata dedicata ai prodotti assorbenti per la persona usati.

In Italia, già 900 comuni hanno aderito a questo servizio per un totale di 14 milioni di cittadini serviti. A questo punto, per chiudere il cerchio, occorre realizzare l’impianto di trattamento che ricicla questi prodotti, recuperando le materie prime seconde.

FaterSMART, oggi, con il suo primo impianto a Contarina è in grado di servire una popolazione di 1 milione di abitanti.  Per estendere il riciclo a tutta Italia, servono nuovi impianti da realizzare nei territori in cui la raccolta differenziata dei pannolini è già presente o che decidono di attivarla.

R: Come possiamo contribuire noi cittadini?

Se scopri che il tuo comune non ha ancora un servizio di raccolta dedicata ai prodotti assorbenti per la persona usati (pannolini, pannoloni e assorbenti femminili), puoi tu, in prima persona,  richiedere al tuo comune di attivare la raccolta e (perché no) far conoscere agli amministratori comunali il progetto FaterSMART!

A: Possono essere buttati tutti i tipi di pannolini?

E’ possibile riciclare tutte le tipologie di prodotti assorbenti per la persona usati usa e getta fino a oggi non riciclabili.  I pannolini compostabili e quelli biodegradabili, invece, hanno processi di recupero differenti.

S: Posso buttare anche le salviettine intime umidificate per adulti e bambini assieme al pannolino?

No, solo prodotti assorbenti per la persona usati (cioè pannolini, pannoloni e assorbenti femminili).

P:  Che impatto ambientale ha l’impianto di riciclo dei prodotti assorbenti per la persona usati?

Le emissioni evitate grazie al recupero di materiali riciclati sono di gran lunga superiori a quelle generate dall’intero sistema di riciclo. Basti pensare che ogni anno un impianto in funzione farebbe risparmiare le emissioni prodotte da oltre 1.100 veicoli. Se il sistema fosse operativo a livello mondiale si potrebbero risparmiare 9 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

Questi risultati sono stati certificati da studi operati da società indipendenti nel settore della valutazione ambientale come Ambiente Italia. Molto modesti sono anche gli impatti locali: l’unica emissione locale è quella relativa a una caldaia di medie dimensioni alimentata a gas metano equivalente a quella che serve due condomini. Trascurabili, infine, le emissioni rumorose e di odori.

F: Quali tipologie di prodotti si possono realizzare con la plastica recuperata dal riciclo dei pannolini?

La plastica prodotta da questo riciclo può essere utilizzata in tantissime nuove produzioni e già adesso FaterSMART, in partnership con molte altre aziende, sta sviluppando diversi progetti di ricerca e sviluppo per possibili applicazioni non solo della plastica, ma anche della cellulosa e del polimero super-assorbente, materie prime seconde derivanti dal riciclo dei pannolini.

Per esempio, FaterSMART aderisce al progetto triennale finanziato dall’UE CIRC-PACK, un consorzio che comprende 22 partner tra fornitori, convertitori e rivenditori di materiali plastici derivati del recupero dei rifiuti del settore pubblico e privato, enti di ricerca e organizzazioni no profit. Il progetto CIRC-PACK sviluppa bioplastiche riciclabili e nuovi tipi di packaging multistrato e multi-materiale.

Un altro progetto a cui prende parte FaterSMART è “RINASCIMENTO” (RIdiamo Nuova vitA a riSorse preCedentemente non rIciclabili MEdiante una Nuova Tecnologia di processO), che prevede la realizzazione di attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale per la produzione di nuovi materiali compositi sostenibili a partire da Materie Prime Seconde (MPS) generate dal riciclo dei prodotti assorbenti per la persona, post-consumo e post-industriali.
Fanno parte di questo progetto anche l’Università degli Studi di Salerno, CETMA – Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie Design e Materiali, Pezzol Industries, Egoitaliano s.r.l., Honda Italia Industriale S.p.A. e Mar Plastica s.r.l.

Chiudiamo il cerchio

Tra i materiali prodotti c’è anche il polimero super-assorbente, un materiale che abbiamo già incontrato nell’articolo sulla “sfida tra pannolini”, e altri materiali che permettono di creare altri prodotti assorbenti a basso impatto ambientale (traversine sanitarie, altri pannolini ecc.) anche isolanti per l’edilizia, prodotti di design e molto altro.

Insomma, il riciclo in questo caso sembra davvero la soluzione più sostenibile per l’ambiente, per questo mi auguro che il sistema FaterSMART si diffonda sempre di più nei nostri comuni, quindi ti invito a chiedere al tuo di aderire, se ancora non l’ha fatto.

Con questo progetto #chiudiamoilcerchio sulle alternative ai pannolini. Diamo una seconda possibilità a materiali che entrano in casa nostra e prima ne uscivano con un “addio”, ora possiamo dargli solo “arrivederci”.

Ulteriori informazioni

Se vuoi saperne di più, visita il sito FaterSMART e i loro profili social.

#FaterSMART è anche presente alla fiera Ecomondo di Rimini, per presentare il suo progetto a più comuni possibili.

Articoli precedenti a tema “pannolino”

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4 thoughts on “FaterSMART: la soluzione per riciclare i pannolini.

  1. Ciao questa serie di articoli è davvero interessante! Grazie!
    Volevo sapere se per caso hai già proposto al tuo comune la creazione di questo impianto e, Se si, chiederti se avresti voglia di condividere la modalità di richiesta e gli step che hai percorso in modo da poter prendere spunto e muoversi in altre zone.
    Grazie mille!

    1. Ciao Anna,
      Il mio comune ha già aderito! Bisogna solo capire quando entrerà effettivamente in funzione la raccolta, perché ciò che manca sono gli impianti di riciclo con questa tecnologia, ne servirebbero almeno 90 in tutta Italia perché siano davvero utili. Incrociamo le dita!
      Comunque credo si possa fare semplicemente raccogliendo delle firme, contattando un consigliere comunale e raccontandogli questo progetto, magari organizzando un’assemblea apposita.

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