#Muovilcool con il bonus bici 2020

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Cosa c’è di più ecorisparmioso della bicicletta per muoversi in città? Solo i piedi probabilmente. Ecco perché oggi ti parlo del bonus bici: cos’è, come funziona e come richiederlo tramite l’app… almeno tutto quello che si sa fin’ora!

Cos’è il bonus bici

Il bonus bici è un incentivo messo a disposizione dal governo per promuovere l’acquisto di mezzi di trasporto più ecologici rispetto all’automobile e ai comuni mezzi su strada. Una disposizione che, nel 2020 post coronavirus, promette di trasformare gli spostamenti nelle grandi città. Direi che fin qui mi piace.

Partiamo subito con un chiarimento, però. Diversamente da quanto si legge ovunque sul web, questo incentivo non è proprio una novità perché si tratta dell’applicazione concreta di normative sulla mobilità sostenibile che erano state già approvare prima del COVID. Il bonus non è la legge, ma solo uno strumento per applicare il programma del Governo. In ogni caso, per una volta, il tempismo è perfetto.

Come funziona?

Il bonus bici fa parte di un programma sperimentale per ridurre le emissioni inquinanti nelle grandi città. Per questo si applica alle città con più di 50.000 abitanti, alle città Metropolitane, ai capoluoghi di Regione e di Provincia.

Prevede un rimborso del 60% sulla spesa fino a un massimo di 500 €, per l’acquisto di velocipedi. Non si tratta di dinosauri estinti, ma di mezzi di trasporto ecologici, tra cui:

  • biciclette tradizionali o a pedalata assistita;
  • handbike;
  • veicoli elettrici per la mobilità personale come monopattini, hoverboard, segway. Attenzione, non sono tutti validi, ma lo vedremo più avanti.
  • Servizi di mobility sharing individuale (es. BikeMI e simili), sono esclusi quelli mediante autovetture (quindi no car sharing).

Immagina la mia gioia quando ho letto “ANCHE USATI”.

In questo periodo sto proprio cercando una bici, perché spoiler: tutte le volte che vedi una foto di me sulla bici, quella bici non è mia.

Quindi devo spendere per forza 500 €?

NO. Ho letto sui social persone preoccupatissime perché credevano di dover per forza spendere 500 € per avere diritto al bonus. In realtà 500 euro è il massimo della spesa possibile, ma il bonus si applica a qualsiasi cifra da 1 a 500 €. Facciamo in esempio come quelli dell’Agenda della Fortuna.

Mauro vuole comprare una bicicletta da 100 €. Per capire quale sarà lo sconto dobbiamo calcolare il 60% della cifra e poi sottrarlo dal prezzo finale.
Per trovare la percentuale basta moltiplicare la cifra totale per il valore della percentuale preceduto da zero e virgola:

100 x 0,60 = 60

cifra totale per 0,valore percentuale = € di sconto

Ora bisogna sottrarre lo sconto dalla cifra totale:

100 – 60 = 40

cifra totale – sconto = cifra da pagare

Fingiamo che Giulia voglia comprare una bici da 215 €. Inserendo nella stessa formula 215 al posto di 100, scopriremo che lei pagherà 86 €.

Insomma, la cifra finale dipende sempre dal prezzo del prodotto scelto.

Parliamo di fasi

Il COVID ha definitivamente sdoganato la previsione di “fasi” per le attività del Governo, quindi ora anche il bonus ha le sue fasi. Il fatto che sia stato annunciato durante la fase 2 del COVID a mio avviso crea un po’ di confusione, quindi chiariamo anche questo.

FASE 1 DEL BONUS BICI

La prima fase del bonus bici va dal 4 maggio al giorno di avvio dell’applicazione online (lo so, è frustrante, ma ancora non si sa quando sarà).

Al momento funziona così: tu compri la bici a prezzo pieno, ti fai rilasciare la fattura dal venditore e quando sarà pronta l’app potrai chiedere il rimborso pari al 60% della spesa.

Tornando all’esempio di prima: Mauro ora spende 100. Quando sarà pronta l’app del bonus bici potrà chiedere allo stato un bonifico di 60 €.

Attenzione: ti serve la fattura, non lo scontrino (neanche quello fiscale).

Questo ci riporta alla questione usato: in questo caso sarà possibile comprare la bici solo in negozi dell’usato e non eventualmente da privati o mercatini. Ha senso, perché aprire questa possibilità anche ai privati significherebbe spianare la strada ai furbetti delle frodi. Peccato però, perché riduce la possibilità di sostenere l’economia circolare.

Attenzione anche agli acquisti on-line o all’estero. Bisogna assicurarsi che la fattura abbia tutte le caratteristiche necessarie per la richiesta del bonus:

  • data di emissione;
  • numero progressivo che la identifichi (es. fattura n° 102 del 2020)
  • dati dell’azienda e del cliente:
    • ditta, denominazione o ragione sociale dell’azienda.
    • residenza o domicilio di entrambi i soggetti fra cui avviene lo scambio.
  • natura, qualità e quantità dei beni o dei servizi venduti (es. 1 bicicletta modello fulmine colore giallo).
  • Prezzo + IVA

FASE 2 DEL BONUS BICI

La fase due inizierà solo quando sarà pubblicata l’app che consentirà a chi ha già acquistato un veicolo ecologico nella fase 1 di richiedere il rimborso.

Mentre scrivo questo articolo (31 maggio) la fase 2 non è ancora partita perché l’app non è pronta, ma noi facciamo il tifo:

Bonus-bici-2020-web-developer
forza sviluppatore del Governo, siamo tutti con te!

Chi ancora non avesse acquistato un velocipede, invece, potrà richiedere un voucher prima dell’acquisto tramite l’app, un po’ come succedeva con il bonus 18app.

In questo caso si potrà richiedere in anticipo un codice da presentare al venditore al momento dell’acquisto. Si pagherà solo il prezzo già scontato del 60%.

Nel nostro esempio Mauro pagherà solo 40 € e non 100. Il venditore potrà poi richiedere allo Stato il rimborso dei 60 € di sconto forniti a Mauro.

Il buono così creato deve essere speso entro 30 giorni dalla generazione, altrimenti verrà annullato.

Attenzione: richiedendo il bonus tramite l’app sarà possibile acquistare solo presso i rivenditori indicati nello stesso sito, quindi la scelta sarà minore.

Quali sono i veicoli elettrici acquistabili con bonus bici

Diversamente da quel che potrebbe far pensare il nome, i velocipedi devono essere piuttosto lenti, ed è giusto così. Non vogliamo che le ciclabili si trasformino in piste da rally piene di incidenti e tamponamenti.

L’articolo 33- bis del testo coordinato al d.l. 162/2019 (metto il link a fine articolo) ci spiega quali sono i veicoli elettrici per il trasporto personale assimilabili alle biciclette che possono circolare sulle piste ciclabili.

Da tenere a mente prima dell’acquisto:

  • Segway, overboard e monowheel elettrici;
  • Monopattini elettrici, senza posti a sedere, con motore di potenza nominale continua non superiore a 0,50 kW e rispondenti ad altri requisiti tecnici e costruttivi disposti per legge dal Ministero dei Trasporti. Non devono superare la velocità massima di 20 km/h.

    I prodotti che superano questi limiti hanno un costo maggiore ma non sono rimborsabili. Quindi attenzione, perché chi viene pizzicato sulla ciclabile con un monopattino non a norma rischia da 100 a 400 € di multa. Se poi supera i 2 kW di potenza del motore, è previsto anche il sequestro del mezzo.
  • bici elettriche: valgono solo quelle a pedalata assistita. Potenza inferiore a 0,25 kW e velocità massima di 25 km/h.  Se i pedali sono fermi, il motore deve spegnersi.
    I mezzi che superano questi requisiti per la legge rientrano nella categoria dei ciclomotori. Sono quindi escluse dal bonus bici, vanno immatricolate e assicurate. Inoltre possono essere guidate solo su strada e non su pista ciclabile, a partire dai 16 anni con specifico patentino (come quello del motorino).

Che sudata!

Capire il meccanismo di questo bonus è stato faticoso, ma credo di averti dato tutte le informazioni necessarie per un acquisto consapevole e sostenibile. Troppe cose da tenere a mente? Non preoccuparti, questo articolo non scappa! Potrai tornare a leggerlo all’occorrenza.

Ti lascio qui sotto qualche link utile e ci leggiamo alla prossima. 🙂

Loredana è una Communication Manager. Ha la passione per la scrittura, i libri e le serie TV. Non potrebbe vivere senza Mila, la sua dolce cangnolina.

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